Baghdad Cafè
Racconti dal nuovo Iraq
 PINO SCACCIA
Se non diremo cose che a qualcuno spiaceranno, non diremo mai la verità
La luna di Baghdad e’ diversa da tutte le altre perche’ non e’ una luna, sono due. Accanto alla solita luna ce n’e’ un’altra, di colore rosso. E’ il fuoco perenne della raffineria di Al Dhora, un po’ simbolica perche’ rappresenta forse i motivi della guerra. La seconda luna sta sempre li’, accanto alla luna vera e illumina (e angoscia) le nostri notti. Nei momenti piu’ brutti chiudo le tendine. E’ un gesto istintivo. Non so se lo faccio per nascondermi o per nascondere quello che succede fuori.
pinoscaccia@gmail.com
|
venerdì, maggio 09, 2008, 01:20
L'anno scorso ne era stata annunciata la morte, smentita clamorosamente. Oggi è la volta della smentita della cattura del leader di al Qaeda in Iraq, Abu Hamza al-Muhajir, data ieri dalla televisione 'Al-Arabiya' che parlava di un'operazione congiunta militari iracheni e americani nella provincia settentrionale di Nineveh. A negare l'arresto è proprio il comando statunitense. Muhajir, sul cui capo pende una taglia di cinque milioni di dollari e la cui vera identità secondo gli americani è Abu Ayyub al-Masri, è il successore di Abu Musab al-Zarqawi ucciso il 7 giugno del 2006 a Baquba in un raid Usa. Il maggiore Peggy Kageleiry, la portavoce militare, ha spiegato che la persona catturata non è Muhajir. "Non è stato catturato Abu Hamza al-Muhajir. Si tratta di qualcuno con lo stesso nome, ma che niente ha a che fare con lui. Proprio non è lui", ha detto l'ufficiale all'agenzia France Presse. A maggio dell'anno scorso il ministero dell'Interno iracheno aveva annunciato la sua morte ma, con grande imbarazzo di Bagdad, al-Masri diffuse poi una registrazione audio della durata di un'ora circa in cui celebrava il superamento di quota 4.000 delle vittime Usa e invitava i mujaheddin alla guerra santa contro le truppe americane.
giovedì, maggio 08, 2008, 22:54
Ciao, sono un giovane studente (e volontario della Croce Rossa) di Trento. Seguo sempre con grande interesse i tuoi blog, in particolare "baghdadcafe". Mi è capitato di leggere questa notizia sul sito di Osservatorio iraq. Questo fatto mi ha molto colpito, perchè ero convinto che dovesse valere anche in questo casa il Diritto Internazionale Umanitario. Perchè i media italiani non parlano mai di questi fatti? Tu come commenteresti questo fatto? Cosa ne pensi? Luca
Nel distretto di Shula, soldati iracheni hanno chiuso un ospedale, arrestando trentacinque membri del personale. La motivazione: avrebbero curato miliziani di Moqtada al Sadr.
Purtroppo in Iraq da tempo non esistono più regole. La cosidetta "guerra al terrorismo" giustifica anche le più grandi infamie.
martedì, maggio 06, 2008, 23:59
Un bollettino di guerra. E' questa l'impressione che si ricava dalla lettura dell'ultimo rapporto sulla situazione umanitaria a Sadr City preparato dal Coordinatore Umanitario e dall'Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari delle Nazioni Unite (OCHA). Nel rapporto, che porta la data del 2 maggio, si legge che a Sadr City dal 27 marzo ci sono intensi combattimenti fra le milizie legate a Muqtada al Sadr e le forze di sicurezza irachene appoggiate dalle "forze multinazionali". Ovvero: si combatte da più di un mese. Per i suoi due milioni e mezzo di abitanti la situazione è drammatica, e va deteriorandosi assai rapidamente, in quello che – viene sottolineato – è "uno dei distretti più poveri e sovraffollati in Iraq". La parte sud-ovest di Sadr City, dice il rapporto delle Nazioni Unite, è occupata dalle forze irachene, e da quelle "multinazionali" (cioè dagli americani), che hanno costruito un muro di separazione che divide nove dei suoi settori e l'area del mercato di Jamil dal resto della città – un enorme slum, a stragrande maggioranza sciita, considerato una roccaforte del movimento di Muqtada al Sadr. Secondo i dati forniti da funzionari del governo iracheno, nella fattispecie il portavoce civile per il "piano di sicurezza" di Baghdad, sono 925 le persone uccise e 2.600 quelle ferite nelle operazioni militari a Sadr City, da fine marzo, quando sono iniziati i combattimenti, al 29 aprile. I dati della Missione di assistenza all'Iraq delle Nazioni Unite (UNAMI) parlano di 335 morti. Secondo le organizzazioni non governative locali, circa il 60% delle vittime sono donne e bambini. Osservatorio Iraq
domenica, maggio 04, 2008, 16:42
 E' morto Merlin German, 22 anni, il sergente incursore dell'Esercito statunitense, che il 21 febbraio del 2005 in Iraq rimase ustionato per oltre il 95 per cento del corpo dall'esplosione di una bomba contro la jeep Humvee con cui era diretto a Camp Ramadi. Sopravvissuto contro ogni aspettativa, dette vita alla fondazione 'Merlin's Miracles' (i miracoli di Merlin) "per dare assistenza ai bambini ustionati" e alle loro famiglie. German, stando a quanto ha riferito oggi il sito web della Cnn, e' morto l'11 aprile al Centro medico militare di Brooke, in Texas, per complicazioni sopravvenute a seguito di un'ennesimo intervento chirurgico. Dopo il terribile incidente il sergente fu trasferito in Germania e poi a Brooke,, una delle strutture militari specializzate nelle grandi ustioni. Li' rimase in terapia intensiva per nove mesi e fu sottoposto a oltre 100 operazioni. Dopo diciassette mesi fu riportato a casa. "E' difficile descrivere il senso di perdita. Lo ebbero a cuore tutte le persone che ebbero modo di avvicinarlo", ha detto il chirurgo Evan Renz, "Sin dal primo momento ci fece capire che avrebbe combattuto contro la morte ed e' stato d'esempio per molti altri".
domenica, maggio 04, 2008, 15:17
Una giornalista irachena di 36 anni, Sarwa Abdul Wahab, è stata assassinata questa mattina a Mosul, nell'Iraq settentrionale. Lo rende noto l'agenzia di stampa irachena Nina. Proprio ieri si e' celebrata la Giornata internazionale per la liberta' di stampa promossa dalle Nazioni Unite. La giornalista - che lavorava per l'ufficio stampa del Consiglio provinciale di Ninewa, per l'agenzia Murasilun (corrispondenti) con sede a Baghdad, e per l'emittente Tv locale Salaheddin, con sede a Tikrit - e' stata uccisa da un gruppo armato.
venerdì, maggio 02, 2008, 22:54
 Per la patria, in Iraq il marine James Lee ha combattuto in due turni di servizio, perdendo due dita nell'assedio di Falluja. Ma alla sua terza volta nel Paese mediorientale è stato respinto. Perché stavolta, invece di imbracciare un fucile, era armato di macchina fotografica. Stava sempre con le truppe, ma stavolta da giornalista embedded per la rivista della San Francisco State University, dove studia da giornalista. E il suo passato in uniforme non gli è bastato a evitare l'allontanamento dal fronte. Dopo cinque mesi insieme ai militari Usa, all'inizio di aprile Lee voleva documentare con le sue foto il deterioramento delle condizioni di sicurezza in alcuni quartieri di Baghdad e a Bassora, e l'incapacità dell'esercito iracheno di tenere a bada la situazione. E questo proprio nel momento in cui, mentre a Washington il generale David Petraeus doveva testimoniare sui progressi in Iraq anche per merito dell'accresciuta efficienza dell'esercito iracheno, a Bassora quest'ultimo iniziava l'offensiva contro le milizie sciite fedeli al leader religioso Moqtada al-Sadr, che avrebbe portato a oltre un migliaio di diserzioni nei ranghi dei militari. Anche se un motivo ufficiale non gli è stato fornito, Lee crede che dietro al suo allontanamento ci sia la volontà di non avere testimoni in un momento potenzialmente imbarazzante per la strategia Usa in Iraq. A lui non hanno detto così, certo. Lo hanno informato dell'ordine di andarsene a poche ore dal suo arrivo a Bassora: ordini di Petraeus, dicevano. Lee ha prima telefonato all'entourage del più alto generale statunitense in Iraq, che ha negato l'esistenza di una tale disposizione. Poi la versione ufficiale è diventata che il divieto di star lì veniva da un generale intermedio. E infine dagli iracheni. Morale: niente foto. E non sempre la massima collaborazione da parte dei soldati che combattono in Iraq dopo di lui. “Ho capito che, una volta che ti sei tolto l'uniforme e prendi in mano una fotocamera, non ti vedono più come un veterano dei Marines. Sei un giornalista, e non sempre sei il benvenuto”, ha detto Lee in un'intervista alla radio Democracy Now!. Peacereporter
martedì, aprile 29, 2008, 01:46
Bufera sul Tribeca Film Festival di Robert De Niro dopo che Errol Morris, il regista di uno dei documentari in programma — Standard Operating Procedure sullo scandalo degli abusi nel carcere iracheno di Abu Ghraib, presentato per la prima volta al festival di Berlino — ha ammesso di aver pagato i soldati che ha intervistato e che compaiono nel suo cortometraggio. «Sono stato costretto a farlo— ha ammesso in un'intervista al New York Times Morris, vincitore del Premio Oscar per il documentario Fog of War, sulla guerra del Vietnam —. In caso contrario non avrebbero mai acconsentito ad essere intervistati». segue
sabato, aprile 26, 2008, 22:12
 Israa Ahmed, 3 anni, vicino a suo padre, non inquadrato, dopo essere stata curata in un ospedale nella enclave sciita di Sadr City a Baghdad, Iraq. Israa è stata colpita durante gli scontri in cui cinque persone sono morte e 28 sono state ferite. (Foto Karim Kadim)
giovedì, aprile 24, 2008, 01:04
Una équipe dela televisione satellitare Biladi è stata presa come bersaglio a Baghdad da uomini armati. Il giornalista Hassan Al-Rikabi, il cameraman Hamid Hachim e il loro autista Azmi Habib stavano dirigendosi verso il centro della città quando un veicolo ha sbarrato loro la strada. Il cameraman è stato gravemente ferito ed è in pericolo di vita. Biladi TV è vicina la partito sciita Al-Dawa del primo ministro Nouri Al-Maliki.
domenica, aprile 20, 2008, 16:53
Il comando dell'esercito Usa in Iraq ha comunicato il bilancio ufficiale delle vittime dei combattimenti della notte scorsa a Bagdad: venti miliziani sciiti sono rimasti uccisi negli scontri con le forze di sicurezza Usa. Secondo il portavoce dell'esercito e' stata la "notte piu' cruenta" delle ultime settimane di scontri con le milizie di Moqtada al Sadr.
Almeno due persone sono rimaste uccise oggi per l'esplosione di un ordigno nel villaggio di Saniya, nella provincia di Diwaniya, in Iraq. Lo ha reso noto l'agenzia irachena Aswat al-Iraq, citando fonti di polizia. La bomba e' esplosa al passaggio di un minibus; probabile, quindi, che il numero delle vittime possa salire.
Sono stati liberati con un blitz dell'esercito iracheno gli studenti universitari che erano stati rapiti questa mattina nei pressi di Baquba da un commando armato. Gli studenti sono stati sequestrati mentre a bordo di un minibus tornavano all'universita' di Diyala dopo il weekend. Con loro erano stati rapiti l'autista del minibus e il guidatore di un altro veicolo.
domenica, aprile 20, 2008, 16:49
Il segretario di Stato Usa Condoleezza Rice è arrivata questa mattina a Baghdad per una visita non annunciata. Lo riferisce l'emittente Tv al Arabiya. Martedì prossimo si terrà in Kuwait una conferenza dei Paesi confinanti dell'Iraq, a cui è prevista la partecipazione della stessa Rice. Obiettivo del suo attuale giro di visite nei paesi Arabi, ha detto Condoleezza Rice citata dall' agenzia Nina, "é di ottenere maggiore sostegno al governo iracheno". Subito dopo il suo arrivo a Baghdad, la Rice, la cui ultima visita in Iraq risale al 15 gennaio, è stata ricevuta dal premier Nuri al Maliki. Condoleezza Rice ha detto che suo obiettivo è favorire il dialogo tra le diverse forze politiche irachene. Parlando ai giornalisti sull'aereo che la stava portando a Baghdad, Rice ha detto di volere verificare che cosa può essere fatto per promuovere la nascita di una unione politica in Iraq.
domenica, aprile 20, 2008, 15:53
 Analisti militari a libro paga del Pentagono o dell'industria della difesa e informazione manipolata per mettere la politica della Casa Bianca contro il terrorismo e la guerra in Iraq in buona luce di fronte all'opinione pubblica. Questa la durissima accusa lanciata dal New York Times contro l'amministrazione statunitense e il sistema dei media. Secondo l'autorevole quotidiano americano, il Pentagono aveva messo in piedi una vera e propria strategia mediatica per dare popolarità alla guerra contro Saddam Hussein: fare parlare nei principali network televisivi analisti apparentemente del tutto indipendenti, ma in realtà fortemente influenzati e influenzabili. A loro venivano concessi colloqui privati, viaggi, accesso a informazioni riservate. "Dichiarazioni e interviste mostrano come l'amministrazione Bush abbia usato il suo controllo sull'accesso alle informazioni per trasformare gli analisti in una sorta di cavallo di troia... uno strumento per dirigere la copertura dei problemi del terrorismo dall'interno". Repubblica.it
sabato, aprile 19, 2008, 16:18
Un muro a Baghdad, nel quartiere di Sadr City: lo hanno iniziato a costruire oggi i soldati americani. Secondo il comando delle forze statunitensi, l'opera in cemento, alta alcuni metri, dovrebbe impedire i lanci di razzi dal quartiere a maggioranza sciita verso altre zone della capitale irachena, in particolare la Zona verde, dove hanno sede il governo iracheno e l'ambasciata statunitense. L'esercito del Mahdi, la milizia sciita agli ordini di Moqtada al Sadr, ha pero' condannato la costruzione del muro.
venerdì, aprile 18, 2008, 13:08
venerdì, aprile 18, 2008, 10:37
Le parole del numero 2 di Al Qaeda tornano su Internet: "L'invasione americana in Iraq, dopo cinque anni, si è rivelata un fallimento". L'Iraq deve diventare una «fortezza dell'islam». È questo «il dovere più importante» per i musulmani. Lo esorta Ayman al-Zawahiri, numero due di Al Qaeda, nel suo nuovo messaggio audio diffuso su internet e captato da un centro americano specializzato nella sorveglianza dei siti islamici. La registrazione, intitolata Cinque anni dopo l'invasione dell'Iraq e decenni di ingiustizia da parte dei tiranni, dura 16 minuti ed è stata messa in rete su forum jihadisti in occasione del quinto anniversario dell'invasione dell'Iraq. Video
giovedì, aprile 17, 2008, 19:27

Baghdad, oggi
giovedì, aprile 17, 2008, 15:53
Almeno 49 morti e cinquanta feriti in un attentato suicida durante un funerale nel villaggio arabo sunnita di Bu Mohammed, vicino a Tuz Khurmato, 120 km a sud di Kirkuk. Il capitano di polizia Abdallah Jassem ha detto che un kamikaze ha fatto esplodere la carica che portava su di se verso le 11 locali (le 10 italiane). Alla cerimonia funebre in memoria di due membri di un milizia che combatte contro Al Qaida, uccisi due giorni fa, assistevano decine di persone. Kirkuk è il capoluogo di una regione ricca di risorse petrolifere insanguinata da contese etniche.
|