Baghdad Cafè
Racconti dal nuovo Iraq
 PINO SCACCIA
Se non diremo cose che a qualcuno spiaceranno, non diremo mai la verità
La luna di Baghdad e’ diversa da tutte le altre perche’ non e’ una luna, sono due. Accanto alla solita luna ce n’e’ un’altra, di colore rosso. E’ il fuoco perenne della raffineria di Al Dhora, un po’ simbolica perche’ rappresenta forse i motivi della guerra. La seconda luna sta sempre li’, accanto alla luna vera e illumina (e angoscia) le nostri notti. Nei momenti piu’ brutti chiudo le tendine. E’ un gesto istintivo. Non so se lo faccio per nascondermi o per nascondere quello che succede fuori.
pinoscaccia@gmail.com
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sabato, maggio 31, 2003, 23:18
Per alcuni l'effigie dell'Iraq è un vecchio, seduto sui talloni, che contempla una clessidra. La Mesopotamia e il tempo sono un binomio inscindibile. Personaggi leggendari e civiltà remote, storia e mito, realtà e romanzo intrecciano con naturalezza le proprie radici in questa terra. Attraversandola si dischiude al viaggiatore l'abisso della storia, che lo si contempli dall'alto di una ziggurat o nei tratti antichi dei volti incontrati in un suq. Al lungo cammino che da Ur e Ninive conduce alla moderna Baghdad, Gilles Munier ha dedicato Iraq. Diecimila anni in Mesopotamia.
sabato, maggio 31, 2003, 22:27
Avete letto, qualche post prima, la storia dell’incontro fra un soldato israeliano “refusal” e una ragazza palestinese. Lui si chiama Itai Ryb, era un tenente riservista dell’esercito, numero identificativo militare 5152275. Su‘ Refusniks” la lettera di Itai di rifiuto di combattere.
sabato, maggio 31, 2003, 19:15
 Comunicato stampa dell’associazione Ya-Basta da Altremappe. “Questa mattina la carovana organizzata dall’associazione YA BASTA costituita da 43 persone è stata bloccata dall’esercito americano alla frontiera giordano-irachena. La delegazione aveva lo scopo di conoscere la situazione post guerra, intessere relazioni con la società civile irachena e verificare la possibilità di realizzare progetti di cooperazione dal basso. I corrispondenti segnalano che lungo tutta la striscia di terra che separa la Giordania dall'Iraq ci sono numerosi campi profughi per gli iracheni che cercavano di fuggire, ma non avevano i documenti adatti per poter entrare in Giordania. La carovana è tornata ad Amman. Domani mattina cercherà di fare pressione sull'ambasciata italiana,per poi tentare nuovamente di raggiungere Baghdad".
Questa è una delle foto che ho scattato di nascosto al confine fra Iraq e Giordania, al mio ingresso.
sabato, maggio 31, 2003, 18:38
Bambini di Baghdad, gli unici in grado di ripulire l’Iraq.
sabato, maggio 31, 2003, 14:50
Notizia da “Altre mappe”
Da circa due ore la delegazione formata da circa quaranta persone dell'associazione Ya Basta è ferma alla frontiera tra la Giordania e L'Iraq. I militari americani hanno fatto passare un'unica auto, le altre sono ancora bloccate a causa di rigidissimi controlli.
Naturalmente non so esattamente cosa stia succedendo e soprattutto che succedera'. Ma per esperienza personale so che e’ normale. Quando sono passato dalla stessa frontiera (sei auto, meta’ giornalisti, meta’ associazioni umanitarie) siamo stati fermi quasi quattro ore. I controlli sono in realta’ rigidissimi.
sabato, maggio 31, 2003, 14:32
"Sono nato a Ninive / oggi Mossul /dalla mia casa vedevo il sole annegare /nelle acque del Tigri /il calore evaporava l'orizzonte sulle / guglie di Babele / ora (mi dicono) si parla una sola lingua / le maestranze sono tornate dietro i confini /scavati / in trincee di sabbia / basta un niente al tramonto per succhiare la miseria/ ora (mi dicono) si parla una sola lingua / grandi fuochi incendiano l'aria / il fumo nero di catrame stringe la gola / ora (mi dicono) si parla una sola lingua / ed è quella di Amleto". Sergio Zuccaro (“Babele")
Inviata da Marzia
Sicuro che parliamo la stessa lingua?
sabato, maggio 31, 2003, 00:07
si, Pino, credo proprio che il tuo cuore sia ancora lì a lottare e ad arrabbiarsi per le cose che non vanno, a gioire per ogni piccolo traguardo raggiunto, ogni vittoria sul dolore della guerra e della povertà..... KABUL.....per certi versi deve essere una città straordinaria, piena di contraddizioni ma con una grande voglia di andare avanti e di tirarsi su.... attraverso il tuo diario ho imparato a volerle bene, a voler bene alle persone straordinarie che hai incontrato in quel tuo viaggio, che con i tuoi racconti è diventato anche il nostro. come Daria ed Augusta volevo ringraziarti anch'io "per avermi portato là"....Ha ragione Ipanema.......belli i bambini, sempre e ovunque.......per il tuo cuore in Afghanistan ecco uno di quei bambini che hai lasciato lì...... a Khost. Lidia
E’ come se lo sentissi. Sta dicendo “bakshish”…mancia, dando la sua manina ma soprattutto il suo sorriso.
E’ vero: nella nostra società i vecchi non hanno più posto perchè considerati "inutili" e non li si guarda nemmeno. io ogni tanto li guardo e a volte mi emoziono. quegli occhietti piccoli vorrebbero dire tante cose che a volte mi sono trattenuta dal rivolgermi a loro e dire: "raccontami la tua vita...le tue esperienze...". sono come delle biblioteche che vengono ignorate. mia nonna ha 91 anni e quando la vado a trovare e mi siedo di fianco a lei è come sedersi di fianco ad un secolo di storia. di vite. BillieJoe billiejoe
venerdì, maggio 30, 2003, 22:01
Ventinove anni, architetto. E’ lui “Salam Pax” il blogger misterioso di Baghdad, secondo un inviato del “Guardian” che l’ha rintracciato. "La guerra fa schifo" aveva scritto. Temeva di essere ucciso dalle guardie di Saddam. Si chiama davvero Salam. Spiegato anche il mistero del titolo: Raed e' il suo piu' caro amico, un palestinese. L’intervista >>> Il sito di Salam >>>
venerdì, maggio 30, 2003, 19:06
La situazione qui e’ molto confusa. Perche’ l’Iraq e’ davvero un Paese difficile.Gli sciiti, dicevi Chimena. Rappresentano il settanta per cento della popolazione.Certo che gli americani contavano su di loro perche’ loro erano i grandi nemici di Saddam che li aveva letteralmente devastati: tutte le fosse comuni scoperte finora (e si tratta di decine di migliaia di corpi, compresi donne e bambini) sono la prova dello sterminio che nel ’91 il regime mise in atto per contrastare la rivolta sciita. Adesso, e’ vero, sono loro i primi grandi nemici degli americani. Scendono in piazza, forse ci sono loro dietro gli attentati, l’iman invita alla guerra santa e dunque alla cacciata degli infedeli. Non so se c’e’ l’Iran dietro (e’ molto probabile) ma adesso che gli americani hanno cacciato Saddam che aveva laicizzato l’Iraq urlano all’integralismo, chiedono il rispetto rigoroso delle regole del Corano (uomini con la barba, donne con il velo, locali chiusi). E’ naturale che gli americani siano rimasti spiazzati. Questa e’ la situazione, davvero. Non so cosa potra’ succedere ma ho l’impressione che la storia sia appena cominciata.
venerdì, maggio 30, 2003, 18:58
Ieri sera al Tg5 ho sentito una frase che mi ha, come dire, disorientata. Inventando la scusa del giorno sul perchè adesso i liberatori proprio vorrebbero ma non se ne possono andare dall'Iraq, ho sentito che esisterebbe la "minaccia rappresentata dalla maggioranza sciita, strumentalizzata dall'Iran integralista".Presumo che devo essermi persa quaccheccosa nel tragitto: ma non era la stessa maggioranza su cui i liberatori contavano all'inizio? Chimena
Baghdad è una rappresentazione della civiltà attuale, le facce degli irakeni sono facce presenti, assennate, coscienti della loro disperata situazione a cui reagiscono anche troppo bene. In Irak potenze economiche, politiche, religiose si danno feroci e/o sottili battaglie. Il popolo subisce, qualche volta con subordinata rassegnazione, altre volte con stizza, rabbia malcelata dalla sensazione d'impotenza. Il popolo è nello zibaldone di tensioni, idee, speranze e mortificazioni, vede il soqquadro, il disatro....io spero che speri....
Caro Pino, quali progetti ha la cittadella della civilta( sic ) per LORO cioè per NOI,.... i soliti intendimenti che devono diventare obiettivi senza però che la classe dirigente SOMMINISTRI metodi e procedure, solo un bel po' di soldi!?! ......poi bisogna arraggiarsi... LORO ( i politici ) cosa servono...nemmeno a proteggere l'onesto cittadino che denuncia il delinquente...forse al delinqunte si da una speranza per il futuro...al cittadino...paura e rischio del martirio....poi...ogni tanto la divinazione après la morte ( Perlasca docet ). Peppo Parisi
venerdì, maggio 30, 2003, 18:18
E' cominciata l'operazione italiana in Iraq 'Antica Babilonia'. Il gruppo navale costituito dal pattugliatore Cigala Fulgosi e dai cacciamine Chioggia e Viareggio e' partito ieri dal porto di Al Manamah, in Bahrein, per dirigersi verso le acque irachene. Le prime truppe dovrebbero partire dall’Italia il 10 giugno dirette a Nassiriya.
venerdì, maggio 30, 2003, 08:51
Stasera, ore 23.10: reportage su Tv7. “In questa puntata, l'inviato a Baghdad testimonia come, nel dopo Saddam, informazione ed educazione scolastica siano nelle mani degli stessi uomini che lavoravano sotto il regime”.
Domenica, ore 20.40: collegamento dal campo della Croce Rossa in “Fratelli d’Italia”, trasmissione condotta da Milly Carlucci.
Lunedi’, ore 9.30: collegamento da Baghdad durante la sfilata a via dei Fori Imperiali.
Lunedi’, ore 22: collegamento a “Porta a Porta”.
giovedì, maggio 29, 2003, 23:40
Ho una curiosità... se posso permettermi di esprimerla... e la musica? Dalle tue descrizioni, cos' vive e puntuali, Pino, mi sembra di capire che questo paese sia sotto una forte prostrazione, non solamente di stenti e di fatiche post guerra, ma anche una prostrazione morale, quasi una "depressione" generale... mi colpì subito, la reazione degli afghani, che, dopo tanto tempo privati della possibilità di ascoltare musica, accesero rudimentali radioline, e addirittura si azzardarono a ballare... lì a Baghdad, si ascolta musica, dopo tanto soffrire? C'è voglia di riprendere a vivere? C'è voglia di dimenticare, almeno per un attimo, la fatica di ricominciare e l'incertezza del "come" ricominciare? Ipanema Scarabocchi
Non e’ facile rispondere, perche’ con una domanda mi chiedi tutto. Credo che si sia capito innanzitutto come la penso sulle differenze fra l’Iraq e l’Afghanistan. Le ha riassunte un giorno lo zoologo sudafricano che ho incontrato a Baghdad. Lui e’ stato, come me, anche allo zoo di Kabul e rifletteva: “Quelli sono poveri, questi potrebbero benissimo cavarsela da soli”. Insomma in Irak c’e’ sicuramente chi soffre, ma la maggioranza che ho conosciuto non sta poi tanto male. Protesta adesso perche’ paradossalmente ha meno di prima. Cioe’ ha la liberta’ di parlare ma ha le strutture distrutte e non ha gli stipendi e neppure tutti i privilegi che il regime concedeva. Non vorrei essere equivocato. Il regime di Saddam era sanguinario, ma solo verso i nemici. Con gli amici, come tutti i dittatori, era molto generoso. Non si spiegherebbe altrimenti il suo potere durato cosi’ a lungo in un Paese in cui sciiti e curdi (i suoi nemici) raggiungono l’ottanta per cento. I disperati li ho trovati nel ghetto di quello che per vezzo scellerato Saddam si e’ intitolato. Ma gli altri, quelli che riempiono i negozi di Baghdad, rimpiangono non il rais forse ma certo la vita di prima. Ecco perche’ hanno accettato che gli americani lo spedissero via ma adesso vogliono spedire via loro per giocare ai bravi babilonesi. Solo che si aspettano adesso una valanga di dollari (che non arrivano). Vi dico di Abbas, il mio interprete, per esempio. Lo stipendio mensile qui e' di venti-trenta dollari, lui ne guadagnava cinquecento. Come mai?, gli ho chiesto. “Sai, Saddam amava gli artisti”. E ancora ha la casa piena di ognibendidio, o di allah se preferite. Abbas ha studiato arte in Italia, in Toscana, suo figlio adesso sta in Italia. Studi pagati da chi? Mi chiedevi della musica. Beh, la musica qui l’hanno sempre sentita. La sentono pure adesso, ma senza particolari clamori perche’ non e’ mai mancata. Potrei dire, in sintesi, che ogni popolo merita i governanti che ha. Poi nessuno ha il diritto di interferire, occupando un Paese. Ma questo e’ un altro discorso. Ti ho risposto? Tranquilla: qui hanno le idee chiarissime. Almeno i predoni.
giovedì, maggio 29, 2003, 23:03
S'e' visto che nella prima guerra del golfo han fatto anche peggio. Tipo coprire coi bulldozer le trincee piene. O bombardare una colonna di soldati in ritirata per giorni, col solo intento di ridurre al 10% l'esercito irakeno, per preparare la recente invasione. "gli americani certe cose non le fanno". Max Mem brevi3pidari
Salvataggio di Jessica inventato? non faticherei a crederlo..d'altra parte anche quella era propaganda..in quel momento è servita eccome.. mi ricordo che avevo scritto un post: "come ogni bella storia americana che si rispetti.." jessica lynch diventa il solito polpettone cinematografico pregno di insegnamenti morali e sociologici.. hollywood, i suppose.. Nilus Ilcannocchiale
Anch'io ne sono convinto, gli americani sono bravi a far cinema: specie quando serve. L'opinione pubblica bada molto ai polpettoni (chiaro che il Pentagono doveva smentire).
Opsss... Ci siamo sbagliati, niente armi proibite, un po' di morti va bene e che sarà mai? Tanto ne ammazzava anche Saddam! Due più o due in meno che vuoi che sia? Ora ci sta la libertà... Sono giorgio doppiovu, arrivo presto, pulisco in fretta e di solito mi dimentico di pulire il water. Come dire... Distribuisce merda, ma la spaccia per roba buona. r.
Vedi, leggevo ora delle gazzelle. Io, è inutile, sarò un'inguaribile cinquantenne (ben portante!) sessantottina, ma questi americani non li digerirò mai. Sorry... Gianna
giovedì, maggio 29, 2003, 22:49
Il sole inizia a sbiadire le bandiere colorate che ancora resistono appese ai balconi, ma resistono e sono diventate quasi dei simboli di appartenenza. Le bandiere di chi non ci sta. E noi non ci stavamo, essendone orgogliosi. Ma non è solo il sole a sbiadire le cose, penso sia la vita stessa che per forza di cose le sbiadisce, relegandole all’oblio, e io non so se sia giusto. O forse siamo noi incapaci. Quando iniziammo a tenere alte le bandiere colorate eravamo tutti decisi, tutti forti. Erano i giorni in cui la propaganda ci martellava quotidianamente con immagini irreali di battaglie promesse giocate sui plastici negli studi televisivi, mentre ci raccontavano il pericolo delle armi di distruzione di massa che bisognava scovare e distruggere dal momento che il perfido Saddam, luomo del male, aveva rifiutato di distruggerle. Poi il sole ha iniziato a sbiadire il colore del sangue delle vittime innocenti in un mercato di Baghdad, il sangue di chi era stato mandato a combattere per una presunta libertà…………………………………………………………………
Un amico mi invia i suoi saluti dal sole di Baghdad. Presto tornerà a casa e tutto sarà ancora un po’ più sbiadito. Rita Pani R-esistenza
Basta continuare. I confini sono solo nella nostra testa.
giovedì, maggio 29, 2003, 20:19
Bello il bimbo affacciato dal finestrino che hai sul sito. Stamane davanti alla chiesa di San Giovanni ne ho visto uno simile seduto sulla discesa a lato. Non aveva le scarpe. Non so perchè ma è dall'Africa che un bimbo senza scarpe mi stringe il cuore. Gli ho dato i miei ultimi 80 centesimi, tanto io se bevo il caffè ho bisogno anche del bicchiere dell'acqua minerale e fa sempre 1 € tondo, tondo. :-) r.
La foto è bella perchè i bambini, nonostante i disastri di noi adulti, le schifezze ( e mi fermo qua) hanno il potere di ricordarmi il sorriso di Dio. Marzia
giovedì, maggio 29, 2003, 18:14
Meglio le gazzelle di Saddam del rancio made in Usa: lo hanno scoperto i soldati americani presenti a Baghdad, in Iraq. L'amministrazione americana continua a dire che da quando il Paese ''e' stato liberato'' dal regime di Saddam Hussein, gli iracheni stanno molto meglio di prima, ma il ragionamento non vale per le gazzelle, di cui i militari del Settimo cavalleggeri Usa stanno facendo strage. Le gazzelle sono numerose nei vasti parchi nei due palazzi presidenziali di Saddam, a Baghdad, e spesso finiscono nei piatti dei soldati americani, che regolarmente organizzano colossali barbeque. Ne parla oggi il 'Washington Post', secondo cui ''i soldati americani non sono stati in grado fino ad oggi di catturare Saddam, ma alcuni di loro hanno trovato un terreno di caccia'', creato dall'ex rais di Baghdad all'interno delle mura dei palazzi presidenziali..
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