|
Baghdad Cafè
Racconti dal nuovo Iraq
![]() PINO SCACCIA Se non diremo cose che a qualcuno spiaceranno, non diremo mai la verità La luna di Baghdad e’ diversa da tutte le altre perche’ non e’ una luna, sono due. Accanto alla solita luna ce n’e’ un’altra, di colore rosso. E’ il fuoco perenne della raffineria di Al Dhora, un po’ simbolica perche’ rappresenta forse i motivi della guerra. La seconda luna sta sempre li’, accanto alla luna vera e illumina (e angoscia) le nostri notti. Nei momenti piu’ brutti chiudo le tendine. E’ un gesto istintivo. Non so se lo faccio per nascondermi o per nascondere quello che succede fuori. pinoscaccia@gmail.com |
Erano le 10.40, quel giorno a Nassiriya, il 12 novembre del 2003. In Italia le otto erano passate da quaranta minuti quando i telegiornali diffusero i primi lancia d'agenzia. Per sapere, più tardi, che un'autobomba lanciata contro la base "Maestrale" aveva ucciso diciannove italiani fra carabinieri, uomini dell'esercito e civili, che fanno parte dell'operazione Antica Babilonia. A distanza di poco più di due anni e mezzo, Rai News 24 manda in onda un filmato inedito che potrebbe cambiare in parte - almeno stando alle affermazioni di alcuni legali delle famiglie delle vittime - i connotati di quella giornata con l'apporto di elementi di responsabilità, finora impensabili. Il video mostra la base Maestrale immediatamente dopo l'attacco. Da quel che resta delle due palazzine si levano colonne di fumo. In sottofondo, le sirene delle ambulanze. Ma anche un crepitìo, ripetuto, di colpi. L'elemento di novità starebbe proprio in quei colpi: perché nei corpi di alcuni soldati morti sono stati rinvenuti proiettili appartenenti ai reparti italiani, e contenuti in una riservetta munizioni posta proprio davanti alla base Maestrale. Repubblica.it
Un'esperta alle prese con alcuni resti umani all'interno di un laboratorio allestito alla periferia di Baghdad. Gli studiosi stanno cercando di ricostruire gli scheletri ritrovati in alcune fosse comuni per fornire ulteriori prove al processo contro Saddam Hussein, già condannato a morte per la strage di sciiti.
Bambini iracheni trasportano taniche d'acqua nel deserto intorno alla città santa di Najaf (Afp) postato da scaccia · permalink · commenti (1)
Abu Musab Al Zarqawi, il leader di Al Qaeda in Iraq, è stato ucciso durante un attacco aereo congiunto compiuto da forze statunitensi e giordane alle 18.15 di mercoledì. La notizia diramata giovedì mattina dalla tv americana Abc, è poi stata confermata dal primo ministro iracheno Nuri al-Maliki e dalla stessa Al Qaeda. L'Iraq si è liberato del suo nemico numero uno proprio nel giorno in cui il premier Nouri al Maliki ha sottoposto al parlamento i nomi dei candidati alla guida dei ministeri della difesa e degli interni, e ne ha ottenuto la ratifica.Nel raid è stata colpita una casa vicino a Baquba, dove si nascondeva il capo qaedista in Iraq. A testimonianza del fatto che questa volta il leader terroristico giordano è morto il comando militare Usa in Iraq ha mostrato una foto del suo cadavere. Nell'immagine Al Zarqawi ha barba e baffi, non apparendo molto diverso da come compare in altre foto già diffuse in passato. Il terrorista giordano è stato identificato grazie alle impronte digitali, ma sono in corso anche le analisi del Dna.Secondo il comando militare Usa a Baghdad il probabile successore di al Zarqawi è l'egiziano Abu al Masri. «Abu al Masri, che era uno dei luogotenenti di Zarqawi, è il candidato più probabile alla sua successione», ha detto il generale americano. Corriere.it
postato da scaccia · permalink · commenti (1)
Un nuovo attentato ha colpito i militari italiani impegnati in Iraq, dopo quelli del 27 aprile scorso, in cui persero la vita quattro militari italiani e un romeno e del novembre 2003, quando i morti furono 19. L'agguato è avvenuto a un centinaio di chilometri da Nassiriya, la città del sud del Paese dove è di stanza il grosso del contingente italiano. Stando alle prime informazioni, ci sarebbero almeno un morto - il caporalmaggiore Alessandro Pibiri, 25 anni, di Cagliari - e quattro militari feriti. Con quello di oggi salgono a 38, fra militari e civili, i morti italiani dall'inizio della missione «Antica Babilonia», nel giugno 2003.Secondo quanto si è appreso dal capo di Stato maggiore della difesa, l'ammiraglio Giampaolo Di Paola, l'esplosione di un ordigno rudimentale ha investito il veicolo di testa di una pattuglia della Brigata Sassari. I militari a bordo del mezzo, un VM 90, sono rimasti tutti feriti; uno di loro, Luca Daga, di 28 anni, sarebbe in gravi condizioni. Secondo alcune informazioni giunte la pattuglia stava scortando un convoglio logistico britannico diretto a Tallil, dove sono dislocati anche alcuni velivoli dell'Aeronautica Militare. A colpire il convoglio sarebbe stato un ordigno fatto esplodere a distanza con un telecomando. 31 maggio 2005. Un elicottero italiano è caduto in Iraq. Le vittime sono quattro: i due piloti, tenente colonnello Giuseppe Lima, 39 anni, di Roma, capitano Marco Briganti, 33, di Forlì; i mitraglieri di bordo maresciallo capo Massimiliano Biondini, 33, di Bagnaregio (Viterbo) e maresciallo ordinario Marco Cirillo, 29, di Viterbo. Un elicottero AB-412 dell’Aviazione dell’Esercito, con base presso l’aeroporto di Tallil è caduto nella notte per cause ancora in corso di accertamento, a circa 13 miglia a sud-est di Nassiriya. Il velivolo era in fase di rientro dopo aver accompagnato all’aeroporto di Kuwait City per il viaggio di ritorno in Italia un militare del contingente colpito da un grave lutto familiare. Il 4 febbraio 2005 a Baghdad è rapita Giuliana Sgrena, giornalista del "Manifesto". E' liberata esattamente un mese dopo, il 4 marzo. Ma nel tentativo di portarla in salvo muore Nicola Calipari, funzionario del Sismi, ucciso con 58 colpi da un marine, Mario Lozano, rinviato a giudizio in Italia ma mai consegnato dalle autorità americane.
Due ore. Due ore di parole, cercando (insieme) di capire cos'e' la paura. Giuliana Sgrena di paure ne ha tante. "Ne ho così tante che ho perso l'entusiasmo della vita, non la voglia di vivere, ma l'entusiasmo sì e so che non tornera' piu'". Quello che mi ha raccontato, del rapimento e di quel tragico ultimo viaggio, devo tenerlo ancora un po' per me perche' l'intervista andra' in onda il 30 dicembre in una puntata di Tv7 dedicata ai cinque eventi dell'anno. E' stata precisa, puntuale, appassionata a raccontarmi quel mese in mano ai rapitori, dal sequestro alla liberazione: "una festa che non potro' mai festeggiare perche' un uomo non c'e' piu'". Per la Sgrena non e' stato un incidente, e' stato un agguato (nell'intervista lo spiega). Non sa niente dei suoi rapitori, ma sa con certezza che non erano uomini di Zarqawi. Sa che c'e' stata una trattativa ma non ne conosce i termini. Ha parlato anche dei suoi errori, ma soprattutto della voglia di tornare in Iraq. A situazione piu' tranquilla. "Ma so che dovro' aspettare ancora molto tempo". Perche' tornera' solo quando sara' possibile fare la giornalista. Il saluto e' stato complice. La Torre di Babele
Un video di cui la BBC è entrata in possesso dimostrerebbe che 11 civili iracheni, tra cui cinque bambini e quattro donne, sono stati uccisi "deliberatamente" da militari americani durante un'operazione condotta il 15 marzo scorso a Ishaqi, a un centinaio di chilometri a nord di Baghdad.E' quanto riferisce nel suo sito Internet la stessa radiotelevisione pubblica britannica, precisando di avere ottenuto il nastro da un gruppo radicale sunnita contrario alla presenza del contingente multinazionale in Iraq.Un portavoce delle forze americane ha detto che sull'episodio è stata aperta un inchiesta. L'emittente riferisce che le forze americane erano intervenute a Ishaqi dopo avere avuto la segnalazione della presenza di un esponente di Al Qaida in un edificio della cittadina.Le forze Usa hanno poi ammesso che, in seguito al pesante sbbarrammento di fuoco cui era stato sottoposto, l'edifcio era crollato e che tra le macerie erano stati trovati quattro morti: il presunto membro di Al Qaida, una donna e un bambino.La polizia irachena, però, aveva subito contestato questa versione dei fatti, affermando che le forze americane avevano deliberatamente ucciso undici civili, di cui cinque bambini e quattro donne, prima di far saltare in aria l'edificio. Negli Usa è attualmente in corso un'inchiesta sull'uccisione di 24 civili iracheni a Haditha lo scorso novembre in cui sembra siano implicati alcuni marines americani. Il presidente Gerge W. Bush ha promesso che se verrà dimostrata la loro colpevolezza saranno puniti. postato da scaccia · permalink · commenti (2)
|