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Baghdad Cafè
Racconti dal nuovo Iraq
![]() PINO SCACCIA Se non diremo cose che a qualcuno spiaceranno, non diremo mai la verità La luna di Baghdad e’ diversa da tutte le altre perche’ non e’ una luna, sono due. Accanto alla solita luna ce n’e’ un’altra, di colore rosso. E’ il fuoco perenne della raffineria di Al Dhora, un po’ simbolica perche’ rappresenta forse i motivi della guerra. La seconda luna sta sempre li’, accanto alla luna vera e illumina (e angoscia) le nostri notti. Nei momenti piu’ brutti chiudo le tendine. E’ un gesto istintivo. Non so se lo faccio per nascondermi o per nascondere quello che succede fuori. pinoscaccia@gmail.com |
Ennesima strage in Iraq dell'interminabile massacro tra sciiti e sunniti. Un'autobomba è esplosa nei pressi di una moschea sciita a Kufa, nel sud dell'Iraq: i morti sono almeno 59 e i feriti 132. Lo ha riferito un alto responsabile della sicurezza locale. Testimoni hanno detto che l’autobomba è esplosa a un centinaio di metri dalla Grande moschea della città intorno alle 7,30 (le 6,30 in Italia), dove si era radunato un gruppo di operai in carca di lavoro.
Almeno 55 morti e 33 feriti. E' questo il provvisorio bilancio dell'attentato nel mercato di Mahmoudyia, a sud della capitale irachena. C'è discordanza, però, sulla ricostruzione fatta dalle autorità. Polizia e fonti ministeriali parlano di un'autobomba che ha devastato il mercato della piccola cittadina, ma sul luogo la stessa polizia e la gente riportano di colpi di mortaio, seguiti da un attacco violento di uomini armati al mercato. Altri testimoni hanno detto di aver udito diverse esplosioni e un intenso scambio di colpi d'arma da fuoco. Fonti della polizia locale hanno aggiunto che le loro forze hanno ingaggiato gli attaccanti in un duro conflitto a fuoco dopo l'esplosione, secondo altri i colpi della polizia erano in aria: per disperdere la folla. Sia i ribelli sunniti, come quelli legati ad al Qaida, che le milizie sciite sono attivi da tempo nella zona la cui popolazione è di entrambe le tendenze musulmane. L'attacco viene nell'anniversario del colpo di stato che nel 1968 portò il partito Baath di Saddam Hussein, dominato dai sunniti, al potere. Mahmudia è parte di una piccola area conosciuta con il tetro nome di triangolo della morte per il numero di attacchi contro le truppe Usa e contro la popolazione. Corriere.it
Decine di civili sunniti sono stati uccisi stamani a Baghdad in un attacco condotto da miliziani sciiti nel quartiere a maggioranza sunnita Al-Jihad, nella parte occidentale della capitale. Il numero dei morti per ora è imprecisato, alcune fonti parlano di 20, altre di 40, qualcuno addirittura di 50 persone cadute per mano dei miliziani. Probabilmente si tratta di una rappresaglia per un attentato della notte scorsa contro una moschea sciita, costato la vita a tre persone. Il sanguinoso episodio di pulizia etnica, (in mattinata una fonte del ministero dell'interno ha detto che "uomini armati stanno uccidendo civili sunniti in base alla carta d'identità"), è il più grave finora registrato a Baghdad e rischia di infliggere un colpo mortale al piano di riconciliazione del premier Nuri al-Maliki, che secondo il quotidiano Azzaman sarebbe esposto al rischio di una "pericolosa escalation" con cui "alcuni gruppi legati a importanti protagonisti del processo politico e altri che vi si oppongono" cercherebbero di farlo naufragare. Purtroppo un pericolo che da tempo chi conosce l'Iraq va sottolineando. Una "resa dei conti" che vede stavolta invertite le parti, cioè gli sciiti da vittime nelle vesti di carnefici. La "liberazione", bel risultato.
Non si placa la violenza in Iraq. Un'autobomba è esplosa sabato in un mercato al passaggio di una pattuglia di polizia nella parte orientale di Baghdad. I morti sono 66, i feriti oltre 80. La bomba è esplosa mentre una pattuglia della polizia transitava vicino ad un'auto parcheggiata nel quartiere di Sadr City, una fortezza della milizia armata Mehdi del religioso sciita Moqtada al-Sadr. L'esplosione, avvenuta alle 10 ora locale è il peggior attacco in Iraq dal 7 giugno, quando le forze Usa hanno ucciso il leader di al Qaeda in Iraq, Abu Musab al-Zarqawi, in un raid aereo. L'attacco arriva anche il giorno dopo un messaggio di Osama bin Laden su Internet in cui ricorda il giordano come un "leone della Jihad" e chiede vendetta. |