Baghdad Cafè
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Racconti dal nuovo Iraq
Blogger: scaccia
PINO SCACCIA

Se non diremo cose che a qualcuno spiaceranno,
non diremo mai la verità

La luna di Baghdad e’ diversa da tutte le altre perche’ non e’ una luna, sono due. Accanto alla solita luna ce n’e’ un’altra, di colore rosso. E’ il fuoco perenne della raffineria di Al Dhora, un po’ simbolica perche’ rappresenta forse i motivi della guerra. La seconda luna sta sempre li’, accanto alla luna vera e illumina (e angoscia) le nostri notti. Nei momenti piu’ brutti chiudo le tendine. E’ un gesto istintivo. Non so se lo faccio per nascondermi o per nascondere quello che succede fuori.

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Numero totale di vittime dall'inizio della guerra in Iraq (19 marzo 2003): 95.723
(Dati aggiornati al
14 maggio 2008)
Iracheni 91.094
Soldati Usa 4.077
Soldati altre nazionalità 309
Fonte Iraqibodycount

Giornalisti uccisi dall'inizio della guerra 243
Giornalisti uccisi quest'anno 4
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Mesopotamia
E’ il mio primo giorno a Baghdad. Non ho ancora idee precise su cosa ho trovato. Sono frastornato dal gran caldo e dal sonno. Sotto il mio albergo, che sta proprio attaccato al “Palestine”, ci sono due carri armati e i bambini che giocano insieme ai marines. Però i colleghi mi dicono che sparano spesso nella strada accanto e ieri hanno assaltato la casa vicina. Sparano anche ai marines. Dunque, una situazione ancora molto complessa. Davanti alla finestra ho il Tigri e il verde che circonda il fiume e’ gia’ un conforto in una città che, per quel che ho visto finora, di magnificenza ha solo il ricordo.
Baghdad, 26 aprile 2003
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Cartoline irachene
































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lunedì, novembre 27, 2006, 13:08
"A Nassiriya rimangono solo 60-70 soldati italiani per la consegna delle caserme alla polizia irachena. Tra il primo e il due dicembre anche questi saranno tutti a casa". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Romano Prodi. Ha anche spiegato che il grosso del contigente italiano ha già lasciato il paese: "Senza tanti proclami un convoglio lungo dieci chilometri è arrivato nel Kuwait". Il premier ha spiegato di aver parlato anche con il presidente americano George W. Bush: "Mi ha detto che gli dispiaceva ma che sapeva che ce ne saremmo andati dall'Iraq perché lo avevo detto in campagna elettorale".
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giovedì, novembre 23, 2006, 18:34
Spaventosa giornata di sangue a Baghdad, tanto che in serata le autorità hanno imposto il coprifuoco (a partire dalle 18 ora italiana) a tempo indeterminato. A Sadr City, il quartiere sciita della capitale irachena, attorno alle 15,10 locali, tre autobombe sono state fatte esplodere a distanza di 15 minuti l’una dall’altra contro il mercato Jamila, il mercato al-Hay e la piazza al-Shahidein. A distanza di pochi minuti sono stati lanciati due colpi di mortaio contro la piazza al-Shahidein e piazza Mudhaffar. È stata una stage: secondo notizie non ancora definitive i morti sarebbero almeno 143 e i feriti non meno di 225.  Corriere.it
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giovedì, novembre 16, 2006, 23:23
061109_arriva_il_geometra
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giovedì, novembre 16, 2006, 22:24
James Barker, il soldato Usa accusato di avere stuprato una ragazzina irachena di 14 anni e di averla uccisa insieme ai membri della sua famiglia, ha ammesso le sue colpe. Barker, che è sotto processo, potrebbe evitare la pena di morte grazie all'ammissione di colpevolezza. Insieme a Barker sono accusati anche altri tre soldati americani (Jesse Spielman, Paul Cortez e Bryan Howard) che appartengono alla 101esima divisione aerea. L'avvocato di Barker, David Sheldon, ha spiegato che il suo assistito ha deciso di collaborare con la Corte e di testimoniare contro gli altri sospettati.

Proprio uno con gli attributi. Per salvarsi accusa gli altri. Quella ragazzina, dopo lo stupro, fu bruciata. E' mai possibile arrivare a tanto?
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martedì, novembre 14, 2006, 15:42
Uomini armati e travestiti da poliziotti hanno sequestrato nel pieno centro di Bagdad un centinaio di impiegati del ministero per l'Istruzione superiore. Lo rivela una fonte del ministero dell'interno. Il numero delle persone tenute in ostaggio tuttavia non è certo: in un primo tempo le agenzie di stampa avevano parlato di una ventina di rapiti; altre fonti sono arrivate invece a stimare in circa 150 il numero dei sequestrati. Non si hanno ancora notizie sulla loro sorte. Corriere.it
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lunedì, novembre 13, 2006, 22:42
Un operatore iracheno della TV satellitare al Sharqiya è stato ucciso questa mattina in un agguato nella città di Mosul, nel nord Iraq. Secondo quanto hanno riferito fonti della sicurezza, Mohammed Mahmoud al Ban, 56 anni, padre di quattro figli, è stato freddato da un commando di uomini armati mentre stava uscendo dalla sua casa, nel quartiere al-Nur. Il 4 novembre scorso era stato ucciso a Baghdad Ahmad Rashid, un giornalista della stessa emittente.
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domenica, novembre 12, 2006, 15:29
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venerdì, novembre 10, 2006, 20:04
Al Qaeda ha schierato 12 mila miliziani per la creazione di uno Stato islamico in Iraq e altri 10 mila sono pronti per essere equipaggiati. Lo ha reso noto Abu Hamza al-Mohajer, capo di Al Qaeda in Iraq, in un messaggio audio diffuso su Internet. Il gruppo ha quindi minacciato di far esplodere la Casa Bianca, nel quadro della instaurazione di un «califfato islamico» non solo nel Paese mediorientale, ma in tutto il mondo. Il gruppo terroristico di Osama Bin Laden aveva annunciato di aver autoproclamato lo Stato islamico iracheno lo scorso 15 ottobre scorso in un video. «Dico al principe dei credenti, l'onorevole sheikh Abu Omar al-Bagdadi, che ho messo a disposizione dello Stato Islamico in Iraq 12 mila combattenti di Al Qaeda», viene affermato nel messaggio audio. Al-Bagdadi è il sedicente capo dello Stato islamico di Al Qaeda in Iraq. «Dico all'anatra zoppa (l'amministrazione Bush, ndr) di non correre per scappare dall'Iraq come ha fatto il suo ministro (Rumsfeld, ndr): rimani sul campo di battaglia!», dice il messaggio. «Giuro su Dio che non finiremo la nostra jihad (guerra santa, ndr) finché non avremo fatto saltare la schifosa casa conosciuta come Casa Bianca». Dando la vittoria ai democratici nelle elezioni di medio termine «il popolo americano ha fatto un passo nella giusta direzione per uscire dalla sua condizione, ha votato per la ragione», viene affermato da al-Mohajer. «Il nemico ora vacilla, sta accendendo i motori per andarsene».
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venerdì, novembre 10, 2006, 14:55
Almeno 150.000 iracheni sono morti per le violenze dall'invasione delle forze anglo-americane nel marzo 2003 in poi, vittime di guerra, di terrorismo e di assassinii: lo dichiara oggi una fonte del ministero della sanità iracheno. "Qualcosa come 75-80 persone in media vengono uccise ogni giorno in Iraq", per lo più vittime di violenze interconfessionali fra sciiti e sunniti, ha detto la fonte, che ha chiesto l'anonimato, citando cifre ufficiali del ministero. Secondo uno studio apparso in ottobre sulla rivista medica britannica 'Lancet' e condotto da medici dell'americana John Hopkins University e della scuola irachena di medicina al-Mustansiriya di Baghdad, fra il marzo 2003 e il luglio del 2006 i civili iracheni morti sarebbero circa 655.000. Queste stime sono però state giudicate "poco attendibili" ed "esagerate" da Stati Uniti, Gran Bretagna e dai dirigenti iracheni. ''Noi - ha detto la fonte del ministero della sanita' iracheno all'Afp - stabiliamo delle statistiche quotidiane, che invieremo ad un dipartimento specializzato al ministero, e renderemo attuali le nostre cifre ogni mese, facendo un nuovo bilancio ogni sei mesi''. La media dei morti giornalieri, ha spiegato, puo' subire delle impennate in conseguenza di alcuni eventi particolari, come fu il caso del 31 agosto 2005, quando quasi 1.000 pellegrini sciiti morirono in una volta sola su un ponte di Baghdad, cadendo nel Tigri o finendo travolti dalla folla, presa dal panico per la voce di un attentato.
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martedì, novembre 07, 2006, 20:15
Due giornalisti sono stati uccisi nelle ultime 24 ore a Baghdad. Lo hanno riferito la polizia irachena e l'Osservatorio per la libertà dei giornalisti.Testimoni oculari hanno raccontato che Ahmed Rashid, un reporter della tv satellitare al-Sharqiya, è stato ucciso nella tarda serata di ieri nel quartiere di A'adhamiya, una zona a maggioranza sunnita nella parte ovest di Baghdad, dove tre uomini armati a bordo di una Opel grigia lo hanno bloccato e crivellato di proiettili. Rashid, 39 anni, aveva cominciato a lavorare per al-Sharqiya circa quattro mesi fa, dopo essere stato in precedenza reporter per al-Diyar, un'altra tv satellitare irachena. Sempre ieri, la polizia ha inoltre rinvenuto a Baghdad il cadavere dell'altro giornalista, Abdul Majid Ismail Khalil, che era stato rapito da uomini armati il 18 ottobre, e la cui uccisione era già stata denunciata due giorni fa da Reporters sans frontières. Il giornalista, ha aggiunto la polizia, è stato ucciso con numerosi colpi alla testa e al torace.
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domenica, novembre 05, 2006, 12:44
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venerdì, novembre 03, 2006, 22:19
L’International Federation of Journalists ha condannato l’omicidio del giornalista iracheno Raed Qaeies, con cui sale a 152 il numero dei giornalisti uccisi in Iraq dall’inizio della guerra del 2003. Qaies, 29 anni, secondo il Sindacato Iracheno dei giornalisti, è stato ucciso sabato scorso nella zona sud della città. Lavorava per la stazione radio ‘Sawt Al Iraq’ (La Voce dell’Iraq). Si occupava inoltre delle notizie d’economia per Radio Somer, di proprietà del canale tv satellitare Somer. “L’incessante ondata di violenza che questa guerra civile non dichiarata porta con sé continua ad investire i media,” ha detto il Segretario Generale Aidan White. “Con la questione della sicurezza che ci scappa di mano, i giornalisti rischiano ogni giorno di venire uccisi da un numero svariato di gruppi. Ecco perché non è possibile fornire delle notizie certe dal punto di vista critico o investigativo. Ogni giorno è latore di notizie di episodi di cronaca appena accaduti, e non prevedibili. La situazione costituisce una terribile minaccia alla libertà di stampa e alla democrazia in Iraq.”
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mercoledì, novembre 01, 2006, 21:39

caosUn Paese che si avvicina gradualmente al caos, e si allontana sempre di più dalla pace: è questa l'immagine della situazione irachena, sintetizzata - in un grafico - dagli esperti militari americani. Uno schema colorato utilizzato ad un briefing del Comando centrale degli Stati Uniti due settimane fa, il 18 ottobre scorso; documento a uso esclusivamente interno (e proprio per questo interessante), che però è stato intercettato dal New York Times. E pubblicato, oggi, sul suo sito. Come spiega il quotidiano, il documento consente di avere la visione di come i comandi militari giudichino (realisticamente, cioè in maniera molto negativa) la situazione e l'evolversi della guerra in Iraq, in particolare in riferimento all'escalation delle cosiddette "violenze settarie": cioè quelle compiute da specifici gruppi (etnici, religiosi, o di altra natura). E dunque, in quest'ottica, vediamo come l'Iraq si stia sempre più rapidamente allontanando dalla pace. Nel grafico, infatti, una situazione di relativa tranquillità è contrassegnata (nel lato sinistro della tavola) dal colore verde. Poi però la linea - cioè l'evolversi degli eventi sul teatro iracheno - va avanti, e cambia colore: si passa al giallo e poi all'arancione, man mano che aumentano gli scontri. Fino a tendere al rosso, cioè al caos completo.

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