Baghdad Cafè
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Racconti dal nuovo Iraq
Blogger: scaccia
PINO SCACCIA

Se non diremo cose che a qualcuno spiaceranno,
non diremo mai la verità

La luna di Baghdad e’ diversa da tutte le altre perche’ non e’ una luna, sono due. Accanto alla solita luna ce n’e’ un’altra, di colore rosso. E’ il fuoco perenne della raffineria di Al Dhora, un po’ simbolica perche’ rappresenta forse i motivi della guerra. La seconda luna sta sempre li’, accanto alla luna vera e illumina (e angoscia) le nostri notti. Nei momenti piu’ brutti chiudo le tendine. E’ un gesto istintivo. Non so se lo faccio per nascondermi o per nascondere quello che succede fuori.

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Numero totale di vittime dall'inizio della guerra in Iraq (19 marzo 2003): 95.723
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Iracheni 91.094
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Giornalisti uccisi dall'inizio della guerra 243
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Mesopotamia
E’ il mio primo giorno a Baghdad. Non ho ancora idee precise su cosa ho trovato. Sono frastornato dal gran caldo e dal sonno. Sotto il mio albergo, che sta proprio attaccato al “Palestine”, ci sono due carri armati e i bambini che giocano insieme ai marines. Però i colleghi mi dicono che sparano spesso nella strada accanto e ieri hanno assaltato la casa vicina. Sparano anche ai marines. Dunque, una situazione ancora molto complessa. Davanti alla finestra ho il Tigri e il verde che circonda il fiume e’ gia’ un conforto in una città che, per quel che ho visto finora, di magnificenza ha solo il ricordo.
Baghdad, 26 aprile 2003
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martedì, gennaio 30, 2007, 12:37

 

Il filmato è inedito e mostra, finalmente, la faccia di Abu Omar al Kurdi, irakeno di Diyala, 38 anni. E’ lui il cervello della strage di Nassiryia. Qui è interrogato (giugno dell’anno scorso) in videoconferenza con Baghdad dai magistrati della Procura di Roma dopo l’incontro nel carcere di Abu Graib con i carabinieri del Ros. Conferma la responsabilità dell’attentato. Racconta i dettagli: i tre sopralluoghi, la dinamica militare, ma soprattutto svela anche l’aspetto politico di quell’azione sanguinaria. L’idea di colpire le truppe italiane fu di al Zarqawi, capo della cellula irakena di al Qaeda ucciso in un bombardamento l’estate scorsa.  Voleva fare terra bruciata intorno agli americani, colpire gli alleati, ma l’ordine supremo, la legittimazione arrivò dalla Shura, l’organo supremo religioso dell’organizzazione terroristica. L’incarico fu affidato dunque ad al Kurdi, responsabile della sezione suicidi. Ecco ancora nel filmato al Zarqawi visitare gli elementi, quasi tutti giovanissimi, destinati al martirio. Per Nassiryia furono scelti Abu Zubeir al Saudi e un algerino, Bellil Belgacem , entrambi ventenni. Figurano anche loro nel dossier dei carabinieri consegnato alla Procura di Roma. Sono undici i terroristi individuati: gli organizzatori, gli esecutori e anche i mandanti, a cominciare da Abu Anas al Shami, meno di quarant’anni, giordano come bin Laden, un emiro, capo del consiglio della Shura. Sotto accusa anche i suoi luogotenenti. Tutti morti meno che al Kurdi, già condannato peraltro alla pena capitale per altri attentati, da un tribunale irakeno ma tenuto in custodia dagli americani. I magistrati italiani ne chiederanno l’estradizione, ma non sarà facile ottenerla.
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domenica, gennaio 28, 2007, 14:15

Nassiryia, 21 gennaio 2005

simonecolaUn elicottero Ab 412 dell'Esercito, mentre stava compiendo un pattugliamento lungo Eufrate, a sud di Nassiriya, e' stato raggiunto da un colpo di arma da fuoco automatica, probabilmente un khalashnikov. Il proiettile ha colpito il mitragliere di destra dell'elicottero, che e' stato subito portato in ospedale per essere operato. Il militare e' morto dopo circa un'ora. Il maresciallo ordinario Simone Cola era in servizio presso il primo Reggimento 'Idra' dell'Aviazione dell'Esercito, con sede a Bracciano. Originario di Tivoli, in provincia di Roma, abitava a Ferentino. Aveva 32 anni, sposato, aveva una figlia di appena cinque mesi.

Quante volte sono stato con quegli elicotteri, proprio in quel giro di perlustrazione, sopra l’Eufrate. Ragazzi simpatici, militari decisi, che credono nella propria missione e contemporaneamente sognano casa. Ragazzi normali. Le prime volte che si andava fuori non c’era paura, somigliava quasi a un’esercitazione. Poi le prime tragedie, la violenza che aumenta e allora quando si andava in missione, si stava con gli occhi molto aperti. Coscienti, anche noi, del pericolo di attraversare una terra infida, ancora piena di nemici che non vogliono assolutamente la pace. Uno di quei ragazzi oggi e’ morto. Ancora non sappiamo il suo nome ma il lutto e’ grande. Ricordo tutte le facce incontrate a Nassiryia. Magari e’ una di quelle. Certo per chi e’ stato li’, con loro, non e’ una notizia da aggiungere alle statistiche.  Ne' da commentare, soprattutto da non strumentalizzare. Ma semplicemente, tragicamente un grande dramma.

eufrate

Mi ha appena scritto Iraqi. Questa email: “Ho letto il suo post riguardo il mio ritorno in Iraq e nel giorno in cui Simone ha perso la vita mi tornano in mente i ricordi della precedente missione, quando il 12 novembre fummo turbati da quel disumano attentato. Sono nuovamente a Tallil dal 3 gennaio e come la volta precedente, dopo poco più di due settimane dal mio arrivo sono ancora testimone di un'altra orrenda tragedia.Il mio pensiero va a lui e ai suoi cari. All'idea che tra pochi giorni sarebbe tornato a casa mi prende più rabbia. Sono ancora su internet per tenere aggiornati e per rassicurare i miei amici”. Ma Iraqi preferisce tenere riservato il suo sito e, come al solito, lo rispetto. Lo andro’ a leggere per voi, ma soprattutto per sapere come sta lui.

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mercoledì, gennaio 24, 2007, 02:23
SALVAa15 marzo 2005. Un paracadutista del contingente italiano in Iraq è morto dopo essere stato colpito durante un'attività di addestramento al tiro. Il sottufficiale morto, riferisce lo Stato maggiore della Difesa, è il sergente Salvatore Marracino, del 185° reggimento artiglieri paracadutisti. Il militare «è deceduto per le gravi ferite riportate nel corso di un'attività pianificata di addestramento al tiro, prevista per il mantenimento delle capacità operative, cui aveva preso parte in mattinata al poligono Garibaldi di Nassiriya». Immediatamente dopo l'incidente, sottolinea lo Stato maggiore, «il sottufficiale, le cui condizioni erano apparse subito gravissime, è stato trasferito in elicottero prima a all'ospedale da campo di Camp Mittica e, successivamente, all'ospedale di Kuwait city, dove è morto alle 14:30 (ora italiana), malgrado sia stato sottoposto ad un intervento chirurgico d'urgenza». Comunicata alla Camera la dinamica: il militare italiano «durante un'attività programmata di tiro con le armi portatili, nel tentativo di risolvere un inceppamento alla propria arma, è stato raggiunto da un colpo alla testa».
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martedì, gennaio 23, 2007, 15:12
Truppe americane hanno circondato questa mattina l'ambasciata iraniana a Baghdad e sono poi entrate nell'edificio, secondo quanto riferisce l'inviato nella capitale irachena dell'emittente Tv satellitare al Arabiya. Un funzionario dell'ambasciata iraniana a Baghdad ha smentito la notizia. "Non sta succedendo niente ... Non ci sono forze americane qui". Tre esplosioni hanno scosso oggi altrettante zone di Baghdad, provocando almeno cinque morti. Ansa.it
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lunedì, gennaio 22, 2007, 13:12

Oltre 70 persone sono morte e 110 sono rimaste ferite oggi nell'esplosione di due autobombe (guidate da kamikaze) nel centro di Bagdad, precisamente nei pressi di un mercato nel quartiere Bab al Sharji, dove vengono venduti vestiti usati e strumenti elettrici. Il bilancio, però, è ancora provvisorio, e si teme che nelle prossime ore possa ancora aggravarsi. Repubblica.it

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mercoledì, gennaio 10, 2007, 18:24
uomoneroLa notizia non è stata mai smentita: sembra che all'impiccagione di Saddam fosse presente Moqtada al Sadr. Certo il suo nome è stata l'ultima cosa che il dittatore irakeno ha sentito nella sua vita scellerata. Anche se non c'era lui, c'erano infatti i suoi uomini, sciiti assetati di vendetta. La circostanza è analizzata da Robert Baer, ex agente della Cia in Medio Oriente che condusse, tra l'altro, anche il tentativo di un golpe contro Saddam. L'ex rais ha sempre considerato Moqtada un agente iraniano e dunque, sottolinea Baer, è come se l'Iran fosse stato presente all'esecuzione con risvolti catastrofici per la possibilità di un dialogo con i sunniti. Il punto importante è un altro e riguarda anche stavolta la strana, schizofrenica politica estera americana. Per dieci anni gli Stati Uniti hanno appoggiato l'Irak contro l'Iran, anche adesso l'Iran è il nemico numero uno e di fatto cosa hanno combinato con la deposizione di Saddam? Hanno riaperto la strada ai seguaci di Baqir al Sadr, suocero di Moqtada, ucciso da Saddam nel 1980, il religioso sciita fondatore del partito Da'wa che ha come fine la trasformazione dell'Iraq in repubblica islamica. Inutile ripercorrere tutta la storia, basti ricordare che il partito di al Sadr, sponsorizzato dall'Iran, attaccò negli anni Ottanta le ambasciate francese e americana in Kuwait e, dopo una serie di attentati contro gli occidentali in Libano, in sostanza creò il movimento Hezbollah. Come dire che Bush, dopo migliaia di morti, ha consegnato l'Iraq a chi realmente gli ha sempre fatto la guerra. Bel risultato.La torre di Babele
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mercoledì, gennaio 10, 2007, 01:11

Esercitazione di un gruppo di agenti della polizia irachena a Baghdad (Afp)

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lunedì, gennaio 08, 2007, 12:58
Un gruppo di uomini armati ha attaccato questa mattina un pulmino che portava lavoratori delle pulizie da un quartiere sciita di Baghdad verso l'aeroporto ed ha ucciso 15 persone. Altre 15 hanno riportato ferite più o meno gravi. L'attacco è avvenuto nel quartiere sunnita di Amriya. Il ministero dei Trasporti, da cui dipende l'aeroporto, è gestito da sostenitori del leader sciita Moqtada al Sadr. Repubblica.it
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lunedì, gennaio 01, 2007, 12:26

CIMITERO

Ha raggiunto quota 3 mila il numero delle vittime americane dall'inizio della guerra in Iraq. E' un soldato originario del Texas e la notizia della sua morte è stata data proprio nell'ultimo giorno del 2006. Al memoriale di Santa Monica, in California, il conto dei caduti viene aggiornato ogni domenica. I visitatori in occasione del Capodanno hanno potuto trascorrervi la notte in veglia fino all'alba (Jamie Rector / Afp)

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