Baghdad Cafè
Racconti dal nuovo Iraq
 PINO SCACCIA
Se non diremo cose che a qualcuno spiaceranno, non diremo mai la verità
La luna di Baghdad e’ diversa da tutte le altre perche’ non e’ una luna, sono due. Accanto alla solita luna ce n’e’ un’altra, di colore rosso. E’ il fuoco perenne della raffineria di Al Dhora, un po’ simbolica perche’ rappresenta forse i motivi della guerra. La seconda luna sta sempre li’, accanto alla luna vera e illumina (e angoscia) le nostri notti. Nei momenti piu’ brutti chiudo le tendine. E’ un gesto istintivo. Non so se lo faccio per nascondermi o per nascondere quello che succede fuori.
pinoscaccia@gmail.com
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lunedì, aprile 30, 2007, 16:58
E' iniziata la settimana della nonviolenza in Iraq.
 
In diretta da Erbil (Iraq)- Varie organizzazioni della società civile curda si sono riunite davanti al Parlamento per protestare contro i cosiddetti "delitti d'onore". Il 9 aprile, Doa, una ragazza della etnia Yazidia nel villaggio di Bahzan, a pochi chilometri da Mosul, è stata assassinata dalla sua familgia, Aveva 17 anni. La sua colpa: essersi innamorata di un musulmano [sunnita]. Non si tratta di un caso isolato. Altre volte, prima di essere assassinata, la stessa giovane decide di suicidarsi. Di solito dandosi fuoco. Alberto Arce
Un pacifista a Baghdad
domenica, aprile 29, 2007, 02:04
Baghdad 22 agosto 2003 Al Muthanabi e’ la via piu’ antica di Baghdad, comunque la piu’ ricca di storia. E’ la zona degli intellettuali, lo e’ sempre stata, anche prima di Saddam e durante, lo e’ maggiormente ora. Venerdi’ mattina, che e’ giorno di festa per l’Islam, e’ strapiena e puoi trovare un mare di libri, anche preziosi, rari. All’angolo c’e’ il Caffe’ degli Artisti. Stamattina sono andato li’, a prendere un “ciai”, un the. Ho incontrato uno scrittore irakeno famoso, Selman Dawn, che vendeva i suoi libri li’, direttamente: ma nessuno li comprava. Poi un vecchio, Ahmed Khaidi, che mi ha raccontato la sua storia: durante la guerra con l’Iran e’ scappato in America , poi si e’ fatto fregare dalla promessa di amnistia di Saddam ed e’ rientrato, cosi’ e’ stato catturato e torturato, poi e’ stato salvato (ancora) dagli americani. Prima di andare via ho incontrato un poeta, Amer Abed, che invece gli americani li odia (ma odia anche Saddam). Gli ho chiesto sul futuro dell’Iraq. Mi ha risposto: “ Il futuro dell’Iraq non esiste, perche’ il futuro e’ questo. E non mi piace. Io aspetto quello che c’e’ dopo il futuro”.
sabato, aprile 28, 2007, 20:55
Un'altra gravissima strage in Iraq, a Kerbala, dove è stata presa di mira la moschea sciita dedicata all’Iman Husseini. Si aggrava minuto dopo minuto il bilancio dell’attentato: sono almeno 55 i morti e 70 i feriti, secondo i responsabili sanitari della città. Vicino al luogo dell’esplosione dell’autobomba, un parcheggio in una zona commerciale di Kerbala, si registrano scene di rabbia nei confronti della polizia: la gente lamenta l’incapacità di garantire la sicurezza e ha lanciato pietre contro gli agenti, che per disperdere la folla inferocita hanno sparato in aria. Fra le 55 persone morte, secondo il ministero della sanità iracheno, vi sono molte donne e bambini. L'attentato, stando ai servizi di sicurezza iracheni, è avvenuto alle 19:10 locali (le 17:10 italiane) a 200 metri dal mausoleo dell'Imam Abbas. Secondo le prime risultanze, l'attentato è stato compiuto da un kamikaze alla guida di un'auto imbottita di esplosivo. Il centro della città è stato chiuso da un cordone di polizia.
venerdì, aprile 27, 2007, 21:02
Dal 29 aprile al 6 maggio in Iraq non parleranno solo le armi. Una rete di associazioni della società civile irachena, di varie provenienze politiche e affiliazioni sia laiche che religiose, metterà in atto iniziative di pace su tutto il territorio nazionale nell’ambito della Settimana Irachena della Nonviolenza. Questo evento si svolgerà mentre il governo iracheno incontra a Sharm el-Sheikh (3-4 maggio) rappresentanti dei Paesi vicini, oltre ai cinque Paesi permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e ai G8, nella conferenza ministeriale per concordare un percorso di stabilizzazione per l’Iraq. Ma è possibile una pace concertata esclusivamente dall’alto, in un paese traumatizzato dalla violenza e insultato dall’occupazione militare come l’Iraq di oggi? La società civile ritiene di dover e poter dare il suo contributo, e visto il livello di pericolo sfidato da chiunque organizzi iniziative pubbliche in questo periodo, è una scelta coraggiosa che la comunità internazionale deve conoscere, un atto di resistenza civica al terrore e al militarismo. Decine di associazioni e oltre cento attivisti hanno concordato di svolgere iniziative in scuole, teatri, luoghi pubblici delle principali città irachene: eventi sono previsti a Kut, Baghdad, Bassora, Diwaniya, Dohuk, Irbil, Fao, Kirkuk, Maysan, Mosul, Salahuddin, Sulaimaniya, Tikrit. OsservatorioIraq
giovedì, aprile 26, 2007, 21:54

Il Senato Usa ha approvato una legge che indica nell'aprile 2008 la scadenza della permanenza delle truppe americane in Iraq. La stessa legge era stata approvata dalla Camera. Il presidente George W. Bush ha confermato che metterà il veto perchè il testo comprende 'date arbitrarie' sulla durata della missione americana. Corriere.it
giovedì, aprile 26, 2007, 19:31
Le Nazioni Unite lanciano l'allarme per il crescente numero di iracheni costretti a lasciare le proprie abitazioni, per il destino dei detenuti e per il peggioramento dei loro diritti. Secondo il rapporto presentato oggi a Bagdad dall'Unami, la Missione di assistenza delle Nazioni Unite per l'Iraq, in tutto il paese ci sarebbero 700mila persone sfollate da quando è aumentata la violenza fra sciiti e sunniti dopo l'attentato del 22 febbraio del 2006 a Samarra al santuario sciita di al-Askari. Sarebbero invece 37.600 le persone detenute, a fine marzo, in carceri gestite da americani, alleati e da autorità irachene. Il fenomeno degli sfollati è particolarmente grave nella capitale Bagdad con 120mila persone che hanno lasciato la città. La ricerca dell'Onu sottolinea come prima del febbraio 2006 fossero già 1,2 milioni gli iracheni costretti a fuggire. Nell'ultimo anno l'87 per cento ha cercato scampo nel centro o nel sud dell'Iraq. "Un certo numero di sfollati - dice il rapporto dell'Unami - si è rifugiato all'interno della stessa Bagdad, in zone etnicamente più omogenee o più sicure, mentre le loro abitazioni sono state occupate da altre famiglie di sfollati". Quanto ai detenuti, secondo la missione Onu, sono tremila gli incarcerati dopo l'entrata in vigore, avvenuta il 14 febbraio scorso, del "piano di sicurezza" per Bagdad che ha visto schierare 80mila militari statunitensi e iracheni per arginare la violenza nell'area della capitale. L'Unami esprime preoccupazione per il destino delle persone chiuse in carcere soprattutto perché il piano di sicurezza non offre alcuna garanzia esplicita sui diritti dei detenuti. Le misure legate al piano, dice la missione Onu, "autorizzano piuttosto la cattura senza mandato d'arresto e l'interrogatorio dei sospetti senza che la detenzione provvisoria abbia limiti di tempo". Repubblica.it
giovedì, aprile 26, 2007, 19:30
  La dipinsero come un'eroina, raccontando che «sparò fino all'ultimo colpo» pur di non finire in mani irachene. Subito dopo la sua liberazione, avvenuta attraverso un blitz sensazionale nell'ospedale di Nassirya nell'aprile 2003, la sua foto fece il giro del mondo. Tanto da essere contrapposta a quella di Lynndie, la soldatessa delle torture del carcere di Abu Grahib, «il volto brutto della guerra». E invece la storia di Jessica Lynch era falsa. La giovane fu effettivamente rapita dagli iracheni e poi liberata, ma il suo comportamento non fu così eroico come il governo americano volle far credere. È stata la stessa soldatessa a ribadirlo. «La questione è che il popolo americano sa decidere da solo chi è il suo ideale di eroe, e non c’è alcun bisogno che si senta raccontare una lunga serie di bugie» ha affermato Jessica accusando il governo di creare eroi per sostenere la causa di una missione sempre più controversa e criticata, quale è la guerra irachena. Corriere.it
martedì, aprile 24, 2007, 13:55
sabato, aprile 21, 2007, 15:58

Un soldato americano in ispezione sui tetti.
giovedì, aprile 19, 2007, 01:33

La notizia della terribile giornata di attentati in Iraq l'avevamo data fin da questa mattina e sta nel post precedente. Ma quest'immagine drammatica merita l'apertura della homepage poichè racchiude tutta la grande tragedia che si sta perpetrando in un Paese alla deriva, colpevolmente sconquassato, chissà per quanto tempo ancora ingestibile. Una foto dove ci sono persone alle prese con rovine e morte. Non pupazzetti di uno scellerato risiko militare.
mercoledì, aprile 18, 2007, 19:26

Non si placa la violenza in Iraq. Un'altra giornata di stragi ha infatti flagellato Bagdad. Almeno 168 morti e centinaia di feriti sono il bilancio di una serie di attentati compiuti dalla guerriglia, a dispetto della campagna di repressione che da due mesi sta impegnando militari iracheni e statunitensi con l'obiettivo di mettere fine alle violenze settarie nella capitale. Un'autobomba ha fatto almeno trenta morti e 45 feriti a un posto di blocco a Sadr City, popoloso quartiere degradato della capitale e roccaforte sciita. Un’altra automobile imbottita di esplosivo è saltata in aria nel mercato di Sadriyah: i morti sono 112, i feriti almeno 115; nello scorso febbraio un’altra autobomba parcheggiata nello stesso mercato aveva provocato la morte di 137 persone. Nel centrale quartiere di Kerrada un'altra autobomba è esplosa su una strada di grande scorrimento non distante da una clinica privata ha ucciso dieci civili e ferito altri 12; tra le vittime diverse donne e bambini. Nel quartiere di Uwairej, nella zona ovest della capitale, un kamikaze a bordo di un'automobile imbottita di esplosivo ha preso di mira una pattuglia di polizia: quattro agenti sono morti e sei civili sono rimasti feriti. Nel quartiere di Al-Jhumuriyah, sempre nel centro della città, una bomba nascosta in una macchina parcheggiata ha ucciso tre civili e ferito altri cinque. agenzie In serata i morti sono saliti a 191, i feriti a 250: un'ecatombe. Ansa.it
mercoledì, aprile 18, 2007, 16:44

Le autorita' irachene liberano cinquanta detenuti.
martedì, aprile 17, 2007, 18:48
 Le Nazioni Unite lanciano un nuovo allarme: una nuova crisi umanitaria minaccia il Medio Oriente, se gli Stati occidentali non corrono in aiuto di quattro milioni di profughi iracheni. Si tratta dell'esodo più significativo, dopo quello palestinese in seguito alla creazione di Israele nel 1948. Ogni mese, circa 50mila persone decidono di lasciare l'Iraq. Molti vanno a Damasco, dove esiste un quartiere è soprannominato "piccola Bagdad". Arrivano e trovano alloggi di fortuna, i cui prezzi sono schizzati alle stelle. Lo status di cui godono non dà loro diritto a un lavoro o a sovvenzioni. In Siria sono circa un milione e due. Damasco ne accoglie più di quattrocento mila, così come Amman. In tutta la Giordania sono 800mila, a questi si aggiungono i quasi due milioni di palestinesi. Al limite dell'esplosione anche Beirut: circa 50 mila gli iracheni, oltre 400mila i palestinesi presenti in tutto il Libano. Diecimila in Egitto, 54mila in Iran. Nel solo Iraq più di due milioni di persone hanno lasciato le proprie abitazioni. EuroNews La grande fuga
martedì, aprile 17, 2007, 14:36
Missione compiuta. Dopo quattro anni di occupazione, oltre mezzo milione di vittime, e dopo un anno di tira e molla le pressioni dell’amministrazione Bush e del Fondo Monetario Internazionale sembrano essere state coronate da successo. Una pressione “bipartisan”. Di tutte le raccomandazioni dell’Iraq Study Group, guidato dall’ex Segretario di Stato Baker, George W. Bush ha dichiarato di condividere le raccomandazioni 62 e 63, che consigliano di rafforzare la pressione sul governo iracheno affinché aprisse lo sfruttamento del petrolio alle multinazionali statunitensi.La legge approvata dal Governo iracheno e portata alla approvazione del Parlamento permette “finalmente”, a 34 anni dalla nazionalizzazione, alle compagnie straniere di mettere le mani sui rubinetti di quello che probabilmente è il maggiore serbatoio di oro nero del mondo. Lo fa senza ritegno e senza limiti. Fabio Alberti presidente "Un ponte per..." OsservatorioIraq
martedì, aprile 17, 2007, 14:02
Lo 'Stato islamico in Iraq', l'alleanza di gruppi sunniti guidata dall'ala irachena di Al Qaida ha annunciato, in un comunicato diramato su diversi siti internet di aver "giustiziato", 20 tra poliziotti e dipendenti del ministero della difesa rapiti nei giorni scorsi. l comunicato, in un paragrafo dal titolo "Esecuzione di 20 membri dei ministero dell'Interno e della Difesa", afferma che "essendo scaduto l'ultimatum fissato dallo Stato Islamico in Iraq al governo miscredente di Al Maliki riguardo ai 20 appartenenti ai ministeri dell'Interno e della Difesa, il tribunale islamico ha deciso di applicare loro la legge divina". Il testo conclude preannunciando che sarà "presto" messo in rete un filmato dell'uccisione dei 20 ostaggi. Lo Stato Islamico in Iraq aveva annunciato sabato scorso il rapimento di 20 soldati e poliziotti iracheni a nord est di Baghdad, chiedendo la liberazione di tutte le detenute sunnite nelle carceri irachene. Il gruppo aveva inoltre preteso la consegna degli agenti del ministero dell'interno accusati di coinvolgimento nel rapimento di una donna sunnita e di altre uccisioni e stupri di sunniti. Il gruppo aveva dato un ultimatum di 48 ore al governo di Nuri al Maliki per ottemperare, pena la morte per gli ostaggi, dei quali erano state messe in rete le fotografie. Ansa
martedì, aprile 17, 2007, 01:24
Durante la colazione all'Hotel Hamra, il cameriere dalla testa rasata a zero lancia una sfida a braccio di ferro. Pianta un nerboruto gomito sul bancone della cassa e mostra la mano. "Tu, Zarqawi", dice a uno dei reporter che vivono nell'hotel, un newyorkese snello. Allude al defunto leader sunnita di al-Qaeda in Iraq. "Io, Muqtada", aggiunge, riferimento a Muqtada al-Sadr, il predicatore sciita provocatore a capo dell'Esercito del Mahdi, tristemente noto per i suoi squadroni della morte confessionali.Il cameriere sghignazza. Poi 'Muqtada' torce il braccio di 'Zarqawi' con un movimento agile, potente, e lo blocca sul banco. Fine della gara. La questione della divisione confessionale è risolta senza spargimento di sangue. Ma solo in questa mattina di marzo, per un breve attimo, sul terreno neutro dell'Hotel Hamra, due tozze torri a lato di una piccola piscina in quello che una volta era uno dei quartieri più gradevoli di Baghdad. Peter Beaumont (Observer) OsservatorioIraq
lunedì, aprile 16, 2007, 14:12

Manifestanti chiedono le dimissioni del governatore di Bassora.
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