Baghdad Cafè
Racconti dal nuovo Iraq
 PINO SCACCIA
Se non diremo cose che a qualcuno spiaceranno, non diremo mai la verità
La luna di Baghdad e’ diversa da tutte le altre perche’ non e’ una luna, sono due. Accanto alla solita luna ce n’e’ un’altra, di colore rosso. E’ il fuoco perenne della raffineria di Al Dhora, un po’ simbolica perche’ rappresenta forse i motivi della guerra. La seconda luna sta sempre li’, accanto alla luna vera e illumina (e angoscia) le nostri notti. Nei momenti piu’ brutti chiudo le tendine. E’ un gesto istintivo. Non so se lo faccio per nascondermi o per nascondere quello che succede fuori.
pinoscaccia@gmail.com
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mercoledì, giugno 27, 2007, 06:58

Il sistema sanitario iracheno, una volta leader in Medio Oriente, è oggi sottoposto a una grande pressione, ed è esso stesso vittima della guerra. Gli ospedali, specialmente a Bagdad, sono sopraffatti dagli innumerevoli feriti degli attacchi quotidiani, e non hanno abbastanza medicine, scorte chirurgiche, elettricità. I pazienti vengono sommariamente medicati, stabilizzati e rispediti a casa, dove spesso soffriranno poi di altre complicazioni. Peggio ancora, molti dei medici altamente specializzati sono fuggiti o sono stati assassinati. E alcune persone hanno paura di andare in ospedali in zone che sono controllate da gruppi religiosi o politici, o da gruppi armati. Dall’agosto del 2006, Medici Senza Frontiere (Msf) fornisce assistenza chirurgica agli iracheni vittime di violenza, indipendentemente dalla loro appartenenza etnica o religiosa. Le operazioni chirurgiche sono effettuate ad Amman, in Giordania. Msf sostiene inoltre diversi ospedali all’interno dell’Iraq fornendo loro farmaci essenziali e scorte mediche. Corriere.it
martedì, giugno 26, 2007, 18:58
Una giornalista irachena di 35 anni e' stata uccisa mentre si recava al lavoro a Mosul, secondo quanto appreso da fonti della polizia. Zeena Shakir Mahmoud e' stata colpita nel pomeriggio di ieri nel quartiere a maggioranza sunnita di Intisar, nella zona orientale di Mosul, ha riferito il generale Abdul-Karim al-Joubouri. Ex-giornalista radiofonica, Zeena Shakir Mahmoud lavorava per il giornale Al-Haqiqa, un organo del Partito democratico del Curdistan, secondo quanto ha riferito Abdul-Ghani Ali Yahya, responsabile del sindacato dei giornalisti del Curdistan. La donna era di religione sunnita. L'ultima vittima
martedì, giugno 19, 2007, 18:53
E' salito ad almeno 75 morti e oltre 130 feriti il bilancio dell'attentato nel quartiere Bab Sharji di Baghdad, secondo quanto riferisce l'emittente Tv al Jazira.Tra le vittime ci sono numerose studentesse che si trovavano su un minibus casualmente in transito nella zona nel momento dell'esplosione, secondo quanto ha riferito l'emittente Tv al Arabiya. Le fonti hanno sottolineato che si tratta comunque ancora di un bilancio provvisorio, poiche' molti dei feriti sono in condizioni gravissime.
mercoledì, giugno 13, 2007, 11:16
Ennesimo attentato questa mattina in Iraq. E' stato preso di mira, ancora una volta, un luogo di grandissima importanza culturale e raligiosa: obiettivo dell'attacco, infatti, è stato il mausoleo sciita di Samarra. Ovvero la celebre moschea con la cupola d'oro, già gravemente danneggiata nel 2006. L'esplosione di oggi ha provocato il crollo di due minareti. Finora non ci sono notizie di vittime. Dopo l'attentato, in città è stato imposto il coprifuoco a tempo indeterminato, temendo disordini e vendette. L'esplosione si è verificata alle 9 circa; poco dopo, contro la moschea sono anche stati sparati alcuni colpi di mortaio. Secondo fonti della sicurezza la ricerca dei responsabili è stata già avviata. "Una bruttissima notizia, per tutto il Paese": così il governo iracheno ha commentato l'attentato. I due minareti erano già stati danneggiati in modo non grave dall'attentato del 22 febbraio del 2006 alla stessa moschea, in cui venne distrutta la cupola d'oro e che ha di fatto dato il via ad una feroce campagna di attentati e eccidi interconfessionali. L'azione fu attribuita agli estremisti sunniti vicini ad Al Qaeda. La moschea è uno dei siti più sacri per gli sciiti, che custodisce le tombe di due dei 12 imam più venerati, Ali al-Hadi e al-Hasan al-Askari. Per visitare il luogo in cui riposano le loro spoglie, i fedeli vi si recano in pellegrinaggio, da tutto il mondo. E a Samarra c'è anche la nostra amata Torre di Babele, anche quella danneggiata dalla follia collettiva.
lunedì, giugno 11, 2007, 12:13
"I cristiani in Iraq stanno morendo". È questa la constatazione fatta nel corso della Messa celebrata questo giovedì a Roma in suffragio di padre Ragheed Aziz Ganni, sacerdote caldeo ucciso domenica 3 giugno a Mosul (Iraq) insieme a tre suddiaconi.Il grido di aiuto è stato lanciato da padre Philip Najim, procuratore caldeo presso la Santa Sede, nella cappella del Pontificio Collegio Irlandese, dove padre Ganni aveva studiato per cinque anni. zenith.org - Note biografiche di P. Ragheed Ganni
martedì, giugno 05, 2007, 23:51

14 settembre 2005
venerdì, giugno 01, 2007, 23:00
Alcune donne irachene trasportano sulla testa contenitori pieni d'acqua nei sobborghi di al-Fudheliyah, a est di Bagdad. Le nazioni unite stanno per varare un piano di aiuti alla popolazione. SI calcola che dall'inizio del conflitto, nel marzo del 2003, si siano avuti circa 4 milioni di sfollati, almeno la metà dei quali donne o bambini (Ali Abbas /Epa)
venerdì, giugno 01, 2007, 22:58
Guadagna circa 450 dollari al mese, ma deve spenderne 150 per pagare l'affitto – ammesso che trovi casa in una zona popolare. Non ha praticamente assistenza sanitaria, e se si ammala deve comprarsi le medicine che gli servono, pagandole a caro prezzo. Non solo: i giorni di malattia non gli vengono pagati. In caso di infortunio su lavoro, è probabile che non gli spetti alcun risarcimento. Comunque, non può farsi valere.Stiamo parlando di un lavoratore iracheno del settore petrolifero, che vive a Bassora, la seconda città del Paese.A fare il quadro che abbiamo riassunto è Hassan Juma'a Awad al Asadi, presidente della Iraqi Federation of Oil Unions (IFOU), il sindacato che raggruppa i lavoratori del petrolio in quattro province del sud dell'Iraq.In questi giorni il sindacalista si trova in Italia, su invito dell'associazione Un Ponte per, per informare sul disegno di legge sul petrolio iracheno (e sull'opposizione dei sindacati), nel quadro della campagna contro i profitti di guerra.Con lui parliamo della situazione dei lavoratori iracheni, dei loro diritti e dei loro problemi.Le maggiori difficoltà di un lavoratore iracheno oggi, ci spiega, sono innanzitutto il salario insufficiente, la mancanza di assistenza sanitaria, e la casa.Chi lavora nel settore petrolifero guadagna in media 450 dollari al mese – considerato già uno stipendio buono (un insegnante, ad esempio, prende intorno ai 230 dollari) – ma comunque arriva a fine mese senza una lira in tasca, dice.Una grossa spesa è quella per la casa. La stragrande maggioranza dei lavoratori del petrolio in Iraq non ha mai avuto la possibilità di accedere a terreni edificabili, o a una abitazione permanente: per questo il 75% di loro sta in affitto. Osservatorioiraq.it
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