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Baghdad Cafè
Racconti dal nuovo Iraq
![]() PINO SCACCIA Se non diremo cose che a qualcuno spiaceranno, non diremo mai la verità La luna di Baghdad e’ diversa da tutte le altre perche’ non e’ una luna, sono due. Accanto alla solita luna ce n’e’ un’altra, di colore rosso. E’ il fuoco perenne della raffineria di Al Dhora, un po’ simbolica perche’ rappresenta forse i motivi della guerra. La seconda luna sta sempre li’, accanto alla luna vera e illumina (e angoscia) le nostri notti. Nei momenti piu’ brutti chiudo le tendine. E’ un gesto istintivo. Non so se lo faccio per nascondermi o per nascondere quello che succede fuori. pinoscaccia@gmail.com |
Un giornalista iracheno che lavorava per l'emittente del Kuwait, Al Anwar, è morto a Baghdad dopo che mercoledì era stato colpito alla testa da un cecchino. É avvenuto nel quartiere di al Atifiyah, nel nord della capitale, mentre rientrava a casa. Adnan al-Safi, 40 anni, aveva moglie e tre figli. Sono 41 i giornalisti uccisi quest'anno in Iraq, 190 dall'inizio della guerra.
La violenza, gli attentati e i kamikaze, rischiano di far dimenticare l'emergenza umanitaria che attanaglia l'Iraq. Almeno "otto milioni di persone - denuncia la ong inglese Oxfam - hanno bisogno urgente di aiuto". Secondo un rapporto presentato ad Amman, i dati sulla situazione umanitaria sono drammatici: il 28 per cento dei bimbi è malnutrito, il 15 per cento degli iracheni fa fatica a trovare abbastanza da mangiare e ben il 70 per cento soffre per la mancanza cronica di acqua potabile. Il 43 per cento degli iracheni, continua il rapporto, "soffrono di povertà assoluta". E sono almeno otto milioni le persone che hanno bisogno urgente di aiuto, tra cui due milioni di rifugiati che hanno lasciato il paese e altrettanti sfollati che si trovano in Iraq. Repubblica.it Per capire il valore attualizzato delle riserve irachene di idrocarburi occorre inquadrare questo capitale nel mutato scenario che oggi caratterizza il mercato energetico globale. Per gli Stati Uniti e per le compagnie multinazionali anglosassoni esse rappresentano ormai una posta di importanza vitale per la sopravvivenza del vecchio modello sulla cui logica hanno costruito le loro riserve di caccia. Un modello che oggi appare avviato ad una crisi senza precedenti. Il vecchio ordinamento di mercato basato sul dominio delle “majors” che hanno in parte cogestito anche le crisi dei grandi shock petroliferi per aumentare i loro profitti appare profondamente mutato: l’impatto che ne deriva sul sistema energetico degli Stati Uniti, da esse fisiologicamente dipendente, è quello di una grave crisi di approvvigionamenti che viene avvertita e ideologizzata come “crisi della sicurezza nazionale”.Il nuovo scenario globale vede infatti con l’impennata dei prezzi energetici degli ultimi anni, parallelamente all’arricchimento scandaloso delle compagnie internazionali (International Oil Companies IOCs) sedute sulla loro rendita petrolifera , l’imporsi crescente delle compagnie nazionali (NOCs) dei più importanti paesi non Ocse sia produttori che consumatori. Sono emerse le “nuove sette sorelle” come le ha definite recentemente una classifica elaborata dal Financial Time e sono loro oggi le protagoniste delle dinamiche energetiche di maggior rilievo. Negli ultimi due anni la percezione comune che le risorse di idrocarburi vanno esaurendosi e che occorre predisporre la lunga transizione necessaria a costruire modelli meno effimeri di sviluppo, ha spinto le compagnie nazionali dei paesi emergenti a collaborare sempre più tra di loro: per i grandi produttori (l’Aramco saudita in testa) non si tratta più di assicurarsi il massimo profitto nell’immediato così facendo il gioco delle 7 sorelle anglosassoni (divenute poi 5, ExxonMobil, ConocoPhillips, Chevron, Royal Dutch Shell e Bp, dopo le fusioni attuate) verso un rapido ed incontrollato esaurimento delle riserve. OsservatorioIraq
Giakarta (Indonesia) - Storico successo per l'Iraq, che ha vinto a sorpresa la Coppa d'Asia battendo in finale la favoritissima Arabia Saudita per 1-0. Decisivo il gol realizzato al 72' da Younis, che con un colpo di testa su angolo dalla destra infila il pallone alle spalle del portiere saudita Yaser Al Mosailem. È la prima volta che la nazionale irachena, guidata dal brasiliano Jorvan Vieira, vince la coppa. Immediatamente dopo la fine della partita sono cominciati i festeggiamenti per le strade di Bagdad. Questo nonostante il coprifuoco ordinato dalle autorità irachene, che avevano vietato la circolazione delle auto e delle moto fino all'alba di lunedì per prevenire possibili attentati. Mercoledì erano morte 50 persone negli attentati durante i festeggiamenti per la vittoria in semifinale sulla Corea del Sud. Corriere.it
Una bambina tra i feriti di un'autobomba in Baghdad
Prima di andare al lavoro, alla Reuters, che lo ha assunto a fine 2005, Abdul si arrampica sul tetto di casa sua. Lo fa ogni mattina: guarda a destra, a sinistra, e se c'è una qualunque macchina che non riconosce, parcheggiata nella sua strada, nella zona ovest di Baghdad, aspetta prima di uscire. Nessuno deve seguirlo, perché se venisse scoperto che aiuta giornalisti stranieri – giornalisti americani – potrebbe essere identificato come traditore e ucciso.E' già successo. Nel 2004, Selwan Abdelghani Medhi al-Niemi, un traduttore freelance che lavorava per Voice of America, è stato assassinato, assieme alla madre e alla figlioletta di quattro anni. Sua moglie, anche lei traduttrice, poco dopo ha ricevuto un messaggio che avvertiva che, dal momento che frequentava "infedeli", il suo "turno arriverà presto, se Dio vuole". E' fuggita dal Paese. Secondo il Committee to Protect Journalists, 19 iracheni che lavoravano per organi di informazione Usa e stranieri sono stati uccisi dall'inizio della guerra. Dal 2004, il numero dei giornalisti locali uccisi è circa il triplo di quelli stranieri che essi aiutano. OsservatorioIraq
La festa dei tifosi iracheni, in delirio per le strade di Bagdad per la qualificazione della nazionale di calcio alla finale della Coppa d'Asia, è stata rotta da due esplosioni. In totale, 55 persone sono morte e almeno 135 sono rimaste ferite. Le vie e le piazze della capitale irachena, infatti, sono state invase da migliaia di supporter, tra cui molte famiglie con i bambini, per la vittoria contro la Corea del Sud. Un risultato che vale la prima finale della Coppa d'Asia nella storia della nazionale. Gli iracheni hanno festeggiato con balli, canti e spari in aria: gli stessi che domenica scorsa, battuto il Vietnam, erano costati la vita a tre persone. E che oggi hanno causato altri due morti. Tra la folla in festa, due esplosioni hanno spezzato la gioia di sciiti e sunniti. Un'autobomba nella zona popolare di Al Mansur ha ucciso trenta persone, quasi tutti tifosi, e ne ha ferite almeno 75. Poco dopo, un kamikaze si è lanciato con un'autobomba contro un posto di blocco della polizia, nella parte est della città: in 25 sono morti, tra cui due agenti, 60 I feriti. Repubblica.it
E' impressionante guardare Baghdad dalle mappe di Google... avete mai provato?? Andate su GoogleMaps, digitate Baghdad, mettete il satellite e poi zoomate. E' veramente impressionante... fa una sensazione strana vedere quelle strade, ricollegare a cio' che si sente in televisione, ripensare a tutti i morti che ci sono ogni giorno... Soprattutto e' impressionante vedere che in alcune zone c'e' una macchia rossa e gialla, una specie di fuoco. Forse e' un'esplosione. E vengono i brividi.
Ho provato a salvare un pezzo di mappa... che cos'e' secondo voi quella palla di fuoco? SparklingDiamond postato da latorredibabele · permalink · commenti (2)
Un bimbo iracheno di appena tre mesi è stato ucciso durante un attacco delle truppe americane contro alcuni covi della guerriglia sciita nella zona di al-Kamaliya, sobborgo situato alla periferia sud-orientale di Baghdad, uno tra i più poveri della città. Lo hanno denunciato fonti della polizia locale, secondo cui almeno altre cinque persone sono rimaste ferite nel corso dell'offensiva, condotta da reparti di terra appoggiati dall'artiglieria pesante e da elicotteri d'assalto; gravi danni sono stati provocati a numerose abitazioni civili del quartiere. Da ieri nelle zone agricole a sud della capitale è in corso una vasta operazione militare Usa contro gli infiltrati di "al-Qaeda". Saduun è sposato, felicemente da anni, con una ragazza sciita ed insieme hanno due figli, 8 e 10 anni. Di tranquillità ne hanno avuta poca, sin da quando erano piccoli. I figli poi sono nati tra un bombardamento e l’altro: Baghdad di pace non ne ha mai avuta tanta tra due guerre ed un embargo di 13 anni, ma mai avrebbero pensato di trovarsi in una nuova ed inquietante situazione. Perché Saduun è sunnita e la sua famiglia vive in un quartiere a maggioranza sciita. Fino ad alcuni mesi fa nessuno ci aveva fatto caso, di donne velate, soprattutto giovani, a Baghdad negli anni scorsi, non ce ne sono state mai tante, nelle stesse case vivevano insieme sciiti, sunniti e cristiani. Ora invece è un problema ed ai bambini Saduun ha insegnato strani confini: sino a tre isolati davanti alla loro via, devono dire di essere sciiti, oltre devono dire di essere sunniti, a scuola poi meglio non dire niente, almeno per ora. Lui e la moglie continuano ad andare avanti così, sperando che non vengano a chiedere loro la separazione o di vendere la casa e trasferirsi altrove,senza sapere, per altro, dove andare. E, soprattutto, sperando di non incappare in una auto bomba o di vedersi i figli rapiti davanti a scuola , come è recentemente successo. Santo Dalla Volpe Articolo21 "Dear Pino, I hope you are going well thank you for asking about me we are passing a very hard days. (...) No working, in Baghdad is inpossible you will be killed very fast . (...) " Louai E' il primo producer con cui ho lavorato, appena arrivato in Iraq, nell'aprile del 2003.
![]() I giocatori della nazionale di calcio irachena festeggiano sventolando la bandiera nazionale dopo la vittoria in Coppa Asia contro L'Australia. l'Iraq ha vinto per 3-1, l'incontro si disputava allo stadio Rajamangala di Bangkok in Thailandia. ![]() I resti di un'autobomba in un mercato di Baghdad
Venerdì di preghiera per donne sciite.
Nuovo tributo di sangue della stampa a Baghdad in meno di 24 ore. Dopo il fotografo della Reuters colpito a morte ieri, Khalid W. Hassan, 23 anni, reporter iracheno del New York Times, e' stato ucciso a oggi nel quartiere di Saidiyah mentre si stava recando in redazione. Ne ha dato notizia l'ufficio di corrispondenza del Nyt nella capitale irachena."Le circostanze dell'attacco non sono ancora del tutto chiarite", ha dichiarato John F. Burns, responsabile della sede del prestigioso giornale. Ieri sono stati uccisi Namir Noor-Eldeen, 22 anni, fotoreporter della Reuters e il suo autista Saeed Chmagh, di 40 anni, mentre stavano riprendendo un pulmino colpito da un razzo durante uno scontro tra militanti e le truppe Usa. Secondo 'Reporters sans frontieres' almeno 187 tra giornalisti e loro assistenti sono stati uccisi in Iraq dall'inizio dell'invasione statunitense nel marzo del 2003.
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