Baghdad Cafè
Racconti dal nuovo Iraq
 PINO SCACCIA
Se non diremo cose che a qualcuno spiaceranno, non diremo mai la verità
La luna di Baghdad e’ diversa da tutte le altre perche’ non e’ una luna, sono due. Accanto alla solita luna ce n’e’ un’altra, di colore rosso. E’ il fuoco perenne della raffineria di Al Dhora, un po’ simbolica perche’ rappresenta forse i motivi della guerra. La seconda luna sta sempre li’, accanto alla luna vera e illumina (e angoscia) le nostri notti. Nei momenti piu’ brutti chiudo le tendine. E’ un gesto istintivo. Non so se lo faccio per nascondermi o per nascondere quello che succede fuori.
pinoscaccia@gmail.com
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mercoledì, novembre 28, 2007, 22:21
Aveva denunciato il massacro di 11 componenti della sua famiglia, fra cui due sue sorelle e sette bambini, accusando della carneficina milizie sciite: ma era tutto falso. A denunciare il "sordido inganno" e il "comportamento inammissibile" del giornalista iracheno espatriato è stata Reporters sans Frontieres (Rsf), anche il governo di Bagdad ha smentito oggi la strage. L'organizzazione - in un comunicato sul suo sito internet - riferisce che giornalisti della tv privata irachena Al Hurra hanno incontrato oggi membri della famiglia Kawwaz a Baghdad, i quali hanno smentito le asserzioni del giornalista, e denunciato che questi ha così agito "per ottenere denaro dall'estero". Rsf afferma di aver appreso "con collera e senza capire", la falsità di quanto affermato dal caporedattore di Shabakat Akhbar al Iraq, agenzia online di notizie sull'Iraq, il quale aveva anche organizzato, lunedì, una veglia funebre nella capitale giordana Amman, dove attualmente lavora. "Chiaramente siamo sollevati nell'apprendere che i membri della famiglia di Dia al Kawwaz sono sani e salvi - afferma Rsf - ma il comportamento del giornalista è inammissibile. Noi siamo disgustati da questo inganno che non solo è sordido, ma anche pericoloso perchè occulta la realtà vissuta da decine di famiglie di giornalisti che davvero subiscono la violenza dei gruppi armati in Iraq. Negli ultimi anni un gran numero di professionisti dell'informazione hanno dovuto abbandonare tutto, casa e famiglia, per mettersi in salvo all'estero. Loro meritano rispetto". Repubblica.it
mercoledì, novembre 28, 2007, 22:04

I marines americani di stanza in Iraq hanno ricevuto la gradita visita delle ballerine dei Washington Redskins, squadra di football della Capitale. Le ragazze si sono esibite in una base a 20 chilometri da Baghdad.
mercoledì, novembre 28, 2007, 13:49
Quattro vittime civili: è questo il bilancio, sembrerebbe ancora provvisorio, di una sparatoria a Bagdad, nel sobborgo nord-orientale di al-Shaab. Per ragioni non ancora accertate una pattuglia americana ha aperto il fuoco contro un minibus che stava conducendo al lavoro un gruppo di civili. Le vittime sono tre donne e un uomo. Nella sparatoria sono rimasti feriti altri due passeggeri del veicolo, un anziano e una ragazza. L'episodio è stato denunciato da fonti ospedaliere locali, e confermato dalle forze di sicurezza irachene. Un rappresentante del Comando Usa a sua volta ha dichiarato di non disporre di informazioni ufficiali, ma ha ammesso di «essere a conoscenza» dell'accaduto. L'episodio del minibus si registra all'indomani di un altro grave incidente registrato a Baiji, 200 chilometri più a nord. Un'operazione con copertura aerea delle truppe statunitensi contro le milizie della filiale irachena di al Qaeda è costata la vita ad altri tre iracheni, tra cui un bambino in tenera età. Le vittime si trovavano a bordo di un'auto, intercettata a un posto di blocco: invece di obbedire all'ordine di fermarsi, il conducente ha accelerato cercando di forzare lo sbarramento; a quel punto i militari americani hanno sparato, uccidendo all'istante i due adulti. Corriere.it
mercoledì, novembre 28, 2007, 01:29
 Per eludere e confondere le forze di sicurezza in Iraq un gruppo di terroristi si è cammuffato da invitati ad una festa di matrimonio. Soldati iracheni hanno tuttavia scoperto in tempo la messa in scena e fermato gli estremisti. Tra di loro anche il super-ricercato Haidar Mahdi, in abito da sposa. Come riporta il quotidiano di Baghdad «Al-Sabah», a un posto di blocco sulla strada nei pressi della città di Taji è stato fermato nei giorni scorsi un camioncino, addobbato a festa, con tanto di fiori e strascico. A prima vista, riferisce il giornale, i soldati di pattuglia hanno pensato ad una comitiva di sposi con gli ospiti al seguito. Osservando però attentamente la coppia e i due uomini vestiti a festa all'interno del piccolo furgone, si sono accorti che la «sposa», con tanto di velo in testa e in abito bianco, era in realtà il terrorista Haidar Mahdi mentre gli altri tre occupanti del veicolo erano anch'essi sulla lista dei maggiori ricercati. Tutti e quattro sarebbero stati arrestati, scrive «Al-Sabah».
martedì, novembre 27, 2007, 02:17
L'aeroporto di Baghdad a colori grazie all'opera dei pittori che hanno realizzato su uno dei muri perimetrali dello scalo una serie di opere tutte di artisti iracheni che si non cimentati nell'iniziativa. Un modo per ridare un colore al difficile ritorno alla normalità nonostante le guerre interne e gli attentati.
domenica, novembre 25, 2007, 23:57
 Marine in elicottero sorvolano Baghdad all'alba prima di un'azione che ha portato all'arresto di 24 sospetti militanti di al-Qaeda
domenica, novembre 25, 2007, 22:53
 Ciao Raga, è da 48 ore che trasmettiamo in diretta! un week end bruciato negli studios di FmgRadioBlog ma siamo felici anche se affaticati, affamati, disorientati per effetto delle cuffie e del fumo dei dj fumatori. Tuttavia è stata una festa bellissima e speriamo che i tanti blogger che ci hanno ascoltato ed anche quelli che non ci hanno ascoltato, domani regaleranno ai bambini di Nassiriya un sorriso a solo 2 EURO! Grazie a Renato, a Dj Abbi, a Dj Vinc, a DjTitti a Dj Valerio, a Dj Diva e a tutti gli amici blogger che mi hanno sostenuto in questa fatica. Grazie a Blgfiends che ci ha replicato! E infine grazie a Christina, Alessia e Cinzia Tedesco per i collegamenti. Ciao Bambinoni blogger e aiutiamo i bambini di nassiriya a diventare un pò bambaccioni come noi! Buona VITA APPASSIONATA! www.ibambinidinassiriya-onlus.org Alla prossima, Francesco Maria Gallo/FmgRadioBlog
venerdì, novembre 23, 2007, 13:55
Un foglio di carta con scritte e frecce, una sorta di mappa di Bagdad, divisa in settori. A disegnarla – sostiene la rete americana Fox – il defunto capo di Al Qaeda in Iraq, Abu Musab Al Zarkawi, che l'avrebbe consegnata ad un suo luogotenente. Il documento sarebbe stato poi sequestrato in dicembre nel corso di un raid dalle truppe Usa: grazie alle informazioni ricavate da quel pezzo di carta – sostiene sempre la Fox – il comando americano avrebbe scoperto la disposizione delle cellule qaediste a Bagdad. Dati determinanti nell’offensiva che ha spinto i seguaci di Al Zarkawi fuori da Baghdad. Nel foglio mostrato dalla Fox si vedono due cerchi concentrici, l’indicazione – al centro – di due fiumi e una divisione secondo i punti cardinali della città. Seguono i nomi dei quartieri. Ora, secondo la ricostruzione della tv, ad ogni “settore” avrebbe corrisposto un nucleo di Al Qaeda. «La mappa ha rivelato il sistema di controllo su Bagdad – ha affermato il generale Scales, consulente della tv – e come muovessero armi e rinforzi attraverso le varie zone». Non è chiaro come il Pentagono sia riuscito a sfruttare i segni sul foglio. La Fox ha però precisato che le forze americane, nel lanciare il loro attacco contro Al Qaeda, hanno tenuto conto delle divisioni dei settori. E li hanno colpiti uno dopo l’altro costringendo i terroristi sulla difensiva. Corriere.it
venerdì, novembre 23, 2007, 10:41
 Un attentato dinamitardo nel mercato di al-Ghazil, nel quartiere centrale di al-Jhoumuri di Baghdad, ha provocato almeno tredici vittime accertate; i feriti ammontano a cinquantasette, molti dei quali si trovano in gravi condizioni. E, secondo fonti della polizia irachena, il numero dei morti sembra destinato a crescere. Tra le persone che hanno subìto lesioni ci sono anche cinque agenti. L'ordigno era nascosto in una gabbietta per uccellini, abbandonata da ignoti all'alba tra i banchi: l'esplosione ha distrutto negozi e tende, facendo strage degli avventori che in quel momento erano numerosissimi, essendo oggi giornata festiva. Al-Ghazil è un mercato adiacente al bazaar di Shouryza, uno dei più vasti dell'intero Paese; apre solo il venerdì ma è molto popolare poichè, sorto in origine come mercato di tessuti, si è poi specializzato nella vendita di animali domestici, soprattutto volatili, spesso contrabbandati clandestinamente dall'Africa o dal Sud-America: una vera e propria passione per l'iracheno medio. Il mercato era già stato preso più volte di mira in passato, e negli ultimi mesi aveva visto il proprio giro d'affari ridursi drasticamente, poichè la gente temeva nuovi agguati. Il miglioramento della sicurezza in città degli ultimi tempi ha poi contribuito ad attirare clienti sempre più numerosi. Un fattore tenuto in considerazione dagli attentatori. Si tratta del secondo attacco perpetrato in pochi giorni a Bagdad, dopo quello che domenica ha provocato nove morti e venti feriti nel quartiere di Karrada, anch'esso esteso nel cuore della capitale. In quel caso era stato preso di mira un convoglio del ministero delle Finanze.
giovedì, novembre 22, 2007, 21:20
 Nel novembre del 2004 sulla città di Falluja si abbatte l'operazione Phantom Fury, una delle più imponenti battaglie dall'inizio della guerra in Iraq. Per la prima volta nello scenario iracheno, la forza multinazionale usa munizioni non convenzionali causando centinaia di vittime, compromettendo gravemente le condizioni sanitarie della città e sollevando in tutto il mondo gravi interrogativi sulla legittimità di quell'attacco. Le spettacolari immagini dei bombardamenti al fosforo che illuminano come un fuoco d'artificio la notte irachena hanno fatto il giro del mondo, così come quelle dei corpi carbonizzati con capelli e abiti intatti. Visioni apocalittiche che hanno trasformato Falluja in un simbolo dell'assurda guerra in Iraq. Ambientato a Falluja nel novembre 2004, Angeli Distratti è un docufiction -un documentario in cui si fondono documenti di repertorio audio-video e recitazione- prodotto da Lucky Red, Man’è e l'Ong Un ponte per... . É la ricostruzione di una storia realmente accaduta, inframmezzata dagli interventi di un medico iracheno, che in quei giorni prestava servizio nell'ospedale cittadino, di un reduce pentito e di Simona Torretta, la cooperante italiana rapita a Baghdad nel settembre dello stesso anno. (...) Gli angeli di Falluja sono superstizioni. Durante l'assedio, tra gli iracheni fiorirono molte leggende che parlavano di interventi angelici, scesi per proteggere i civili e le case, per fermare le bombe o uccidere i soldati invasori. Quando le bombe uccidono persone innocenti si dice che gli Angeli si sono distratti. Gli angeli di Falluja sono leggende metropolitane, come un grosso ragno santificato per aver punto la gamba di un soldato Usa. Ma sono anche un segno della volontà di sperare ancora, mentre tutto attorno affoga nella violenza, nell'ingiustizia e nell'oppressione. " L'unica volta che ebbi davvero la sensazione della presenza di un angelo -racconta infine Simona Torretta- fu quando conobbi Enzo Baldoni". Peacereporter
giovedì, novembre 22, 2007, 20:41
Nel mondo arabo gli affari si fanno sempre davanti a una tazza di “ciai”, di the. Quando poi sul tavolo compare anche una bandierina, formalisti come sono, non c’è dubbio: è un incontro ufficiale. Dunque, l’incontro a Baghdad fra il generale americano David Petraeus, il vicepresidente iracheno Bahram Saleh e il leader del gruppo “Rinascita dei Cavalieri della Mesopotamia”, Abu al-Abed, documentato da una foto, è per stringere un accordo. Solo che l’uomo che si fa chiamare Abu al-Abed fino a pochi mesi fa (sei, per l’esattezza) era il capo dell’Esercito Islamico dell’Iraq, l’organizzazione terroristica che fra l’altro ha rapito e ucciso Enzo Baldoni. Trentacinque anni, ex ufficiale di Saddam, nome vero Saad Erebi al Ubaidy, per anni ha combattuto duramente contro le forze statunitensi ma ora ha cambiato casacca, lavora per gli Usa da cui riceve stipendio, armi e appoggio logistico. Gli americani lo sanno bene cosa hanno fatto lui e la sua organizzazione trasferitasi in massa nel nuovo gruppo (il generale Petraeus è il comandante supremo delle forze Usa in Iraq) ma hanno chiuso un occhio su tutto, compresa la pressante richiesta italiana di restituire la salma di Baldoni. Lo rivela il quotidiano arab al Hayat edito a Londra che ha intervistato l’ex capo terrorista. “L’accordo è nato sei mesi fa – rivela il cosiddetto Abu al Abed -, un vero e proprio contratto di tre mesi in tre mesi, rinnovabile. Io garantisco la sicurezza nei quartieri sanniti contro il nemico comune che ora è al Qaeda. Ho 900 uomini, 600 provenienti dall’Esercito Islamico, gli altri sono poliziotti di origine sunnita. Gli americani ci passano lo stipendio (ogni uomo prende 360 dollari al mese), oltre ad armi moderne e basi. Talvolta ci appoggiano anche militarmente, insomma combattiamo insieme. Il passato da nemici? Cancellato”. Troppo facile. Ma agli americani, gli unici che potrebbero chiederglielo (ormai da alleati addirittura) già distintisi in inchieste chiuse in fretta su autentiche nefandezze mascherate da guerra al terrorismo, poco importa evidentemente di una povera famiglia che aspetta almeno un corpo su cui piangere. La foto-documento dell'incontro Articolo21
E adesso chiedere l'arresto dell'assassino di Enzo
giovedì, novembre 22, 2007, 20:39
 A guardia del petrolio, sempre piu' prezioso
giovedì, novembre 22, 2007, 15:38
Presunti combattenti di 'al Qaeda' in Iraq hanno attaccato questa mattina due villaggi a sud di Baghdad e fatto almeno ventidue morti, tra cui circa dieci membri di un fronte militante sunnita anti-jihadista che sostiene la campagna militare alleata. Armati e in divisa militare irachena i ribelli hanno prima lanciato un attacco su Howr Rajad, un villaggio sunnita, e ucciso tre soldati; altri tre sono rimasti feriti. Successivamente hanno sequestrato un automezzo militare e attaccato il locale quartiere generale del Consiglio del Risveglio, il fronte anti-al Qaeda. Un altro gruppo di ribelli ha invece attaccato il villaggio di 'Al-Kulaiyah, 25 chilometri a nord di Baquba. Gli abitanti, di confessione sciita, hanno avuto una reazione coraggiosa e nella battaglia due di loro sono stati uccisi insieme con sette ribelli.
mercoledì, novembre 21, 2007, 00:43
Bilal Hussein e' un fotoreporter iracheno dell''Associated Press' in carcere dal 2006 perche' sospettato di aiutare gli insorti e il Pentagono annuncia ora di avere le "prove decisive" che si tratti di un "terrorista" infiltrato nell'agenzia di stampa americana. La sua colpa, scrive il sito web della Bbc, e' essere troppo bravo e arrivare sul luogo degli attentati poco dopo l'evento, una qualita' giornalistica che gli e' valsa tra l'altro il prestigioso premio Pulitzer nel 2005. Dopo 19 mesi in prigione, e con i termini per la carcerazione preventiva che scadranno il 12 dicembre, l'Ap sta cercando disperatamente di aiutarlo. Il presidente e amministratore delegato Tom Curley ritiene che i militari americani "desiderano semplicemente che Hussein stia in prigione il piu' lungo possibile", perche', "non vogliono che escano notizie dalla provincia di Anbar, un vero e proprio 'buco nero dell'informazione'. L'Ap denuncia che Hussein, 36 anni, venne arrestato a aprile del 2006 dopo aver fornito rifugio ad alcuni stranieri nella sua casa dopo un'esplosione nei pressi di Falluja. I marines sono entrati nell'edificio arrestando il fotografo e i suoi ospiti con l'accusa di essere sospetti insorti. Il comando americano di Baghdad aveva affermato di aver trovato nel suo pc istruzioni per preparare bombe artigianali, materiale di propaganda dei terroristi e la foto di un'installazione militare Usa. Il Pentagono, scrive la Bbc, non ha chiarito quali siano le nuove prove. Non solo. Finora l'avvocato del reporter ha denunciato che finora non gli e' stato consentito di contattare il suo cliente.
mercoledì, novembre 21, 2007, 00:32
 Donne irachene trasportano taniche di acqua sotto lo sguardo dei soldati americani della 101esima divisione aviotrasportata. Siamo a Owesap, a 20 km da Baghdad.
martedì, novembre 20, 2007, 17:54
 Un uomo seduto di fronte alla tomba di un parente nel cimitero Wadi al-Salaam, nella città irachena di Najaf, 160 a sud di Baghdad. E' il più grande cimitero del mondo, chiamato anche Valle della Pace, e contiene milioni di tombe. Tutti gli sciiti iracheni chiedono infatti di essere seppelliti qui, vista la vicinanza con il luogo dove è sepolto l'Imam Ali ibn Abi Talib, primo Imam sciita della storia.
martedì, novembre 20, 2007, 02:16
La violenza a Bassora è diminuita moltissimo, e le forze di sicurezza irachene hanno il pieno controllo della città. Questo è quello che dice il generale britannico Graham Binns, comandante delle Forze multinazionali per il sud-est dell’Iraq. "Sono convinto che le Forze di sicurezza irachene siano sufficienti a gestire l’attuale livello di violenza", ha detto ieri Binns, parlando con i giornalisti durante una visita a Baghdad, aggiungendo di non avere dubbi sul fatto che gli iracheni sono pronti ad assumere il controllo della sicurezza in tutta la provincia di Bassora - subentrando alle forze britanniche - a metà dicembre, come previsto. “Se non fossi stato convinto, non avrei raccomandato il PIC (Provisional Iraqi Control – termine utilizzato nel gergo delle Forze multinazionali per definire le province irachene in cui la responsabilità della sicurezza è stata trasferita al governo di Baghdad NdR)", ha sottolineato il generale, pur ammettendo che il passaggio di consegne non è privo di rischi, dato che la violenza non è scomparsa completamente. (...) Gli iracheni, tuttavia, le cose le vedono in un modo alquanto diverso. Il capo della polizia di Bassora, generale Abdul-Jalil Khalaf Shawil, che nei quattro mesi da quando ha assunto l’incarico è già scampato a sette tentativi di assassinio, fa un quadro decisamente meno rassicurante della situazione. La città, ha detto di recente il generale, soffre “di terrorismo religioso, ideologico, e culturale”, che ha costretto alla fuga la classe media e l’élite intellettuale, ed è dominata da una banda di “ladri”. La Bassora che descrive Shawil - citato dal quotidiano panarabo al Hayat - di fronte a una platea di letterati e intellettuali locali, è un posto in cui “parti politiche e non politiche” si sono arricchite a spese dello Stato, e dove regna la corruzione. Le forze politiche cittadine, accusa il generale, “non vogliono che la polizia lavori secondo gli interessi del popolo e dello Stato, ma che diventi un esecutore dei loro desideri malvagi”. E i quattro mesi del suo mandato – sottolinea - non sono stati ancora sufficienti a estirpare una corruzione finanziaria e amministrativa all’interno degli apparati di sicurezza che dura da quattro anni. Osservatorioiraq
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