Baghdad Cafè
Racconti dal nuovo Iraq
 PINO SCACCIA
Se non diremo cose che a qualcuno spiaceranno, non diremo mai la verità
La luna di Baghdad e’ diversa da tutte le altre perche’ non e’ una luna, sono due. Accanto alla solita luna ce n’e’ un’altra, di colore rosso. E’ il fuoco perenne della raffineria di Al Dhora, un po’ simbolica perche’ rappresenta forse i motivi della guerra. La seconda luna sta sempre li’, accanto alla luna vera e illumina (e angoscia) le nostri notti. Nei momenti piu’ brutti chiudo le tendine. E’ un gesto istintivo. Non so se lo faccio per nascondermi o per nascondere quello che succede fuori.
pinoscaccia@gmail.com
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lunedì, ottobre 27, 2008, 23:45
Il ministro degli Esteri siriano parla di «atto criminale, terroristico e deliberato, roba da cowboy». La Russia e la Lega Araba condannano duramente e Parigi chiede spiegazioni alla Casa Bianca. Il raid condotto domenica in una cittadina siriana vicino al confine con l'Iraq, con otto civili morti, sta creando un polverone internazionale, a pochi giorni dalle elezioni presidenziali americane. Secondo il sito web del quotidiano israeliano Haaretz, che cita l'agenzia siriana Sana, domenica alle 16.45 ora locale quattro elicotteri americani con base in Iraq hanno raggiunto il villaggio di Al-Sukkariya, nella zona di Abu Kamal. L'agenzia Sana ha precisato che la zona è sfruttata per la coltivazioni e che vi sono delle fattorie. Arrivati nella zona a circa sette km dal confine iracheno, due velivoli hanno fatto sbarcare un commando, mentre gli altri controllavano dall'alto la zona. I militari hanno fatto irruzione in un edificio in costruzione, colpendo alcuni operai al lavoro e altre persone. Le otto vittime sono tutte civili. Tra loro il guardiano del cantiere e la moglie, un uomo e i suoi figli. Corriere.it
lunedì, ottobre 20, 2008, 12:32
Un agricoltore si arrampica su una palma per raccogliere noci di cocco a nord di Kerbala
venerdì, ottobre 10, 2008, 21:08
Ucciso a colpi di pistola un giornalista iracheno a Kirkuk. Diyar Abbas Ahmed, 28 anni, e' stato colpito da diversi uomini non identificati nei pressi di un albergo nel centro della citta. Lavorava per un'agenzia di stampa privata, la Aien ed era il segretario del locale sindacato degli artisti. L'Iraq si conferma un posto estremamente pericoloso per i giornalisti. Dal 2003, data dell'invasione americana, sono stati 264 gli operatori dei media uccisi.
venerdì, ottobre 10, 2008, 21:05
Almeno diciotto persone sono rimaste uccise e oltre sessanta ferite in Iraq in una serie di attentati, il più grave dei quali contro un mercato di Baghdad. Lo hanno indicato responsabili dei servizi di sicurezza. Sul finire del pomeriggio, un’autobomba è esplosa nel mercato di Abu Dshir nel quartiere di Dora, nel sud della capitale irachena. Almeno tredici iracheni sono morti nell’attentato e ventisette sono rimasti feriti, ha dichiarato un dirigente della polizia. Cinque cadaveri erano carbonizzati a tal punto che non è stato possibile procedere alla loro identificazione, mentre dieci negozi sono stati distrutti dalla violenza della deflagrazione. Quartiere a maggioranza sunnita, Dora è una zona dove le violenze confessionali sono state particolarmente dure fino alla fine del 2007. I miliziani sciiti si contrapponevano ai membri di al Qaida, pur mantenendo un forte risentimento nei confronti dell’esercito statunitense. In precedenza è esplosa una bomba vicino a un minibus poco dopo il passaggio di una pattuglia dell’esercito statunitense nello stesso quartiere di Dora. segue
giovedì, ottobre 09, 2008, 21:27
Il ministero degli Interni iracheno ha disposto un'inchiesta su 48 operatori dell'informazione uccisi o vittime di violenze. "Le inchieste sono state avviate dopo la partnership stipulata con l'Osservatorio per le libertà giornalistiche (JFO) con l'obiettivo di proteggere i giornalisti mentre fanno il loro lavoro'', ha detto il maggiore generale Abdel Kareem Khalaf all'agenzia di stampa Voices of Iraq (VOI). In settembre il JFO ha lanciato un progetto congiunto con il ministero degli Interni per proteggere i lavoratori dei media e per permettere ai giornalisti stranieri di recarsi in Iraq. Khalaf ha spiegato che il ministero ha ordinato l'arresto delle persone coinvolte in crimini contro i giornalisti. ''Alcuni di loro vengono ancora interrogati, mentre altri hanno confessato di aver commesso quei crimini'', ha detto Khalaf. Il JFO è una ONG con sede a Baghdad che monitora le violazioni e le aggressioni contro gli operatori dei media in Iraq. I giornalisti sono un obiettivo costante nel Paese, con un numero record di operatori dell'informazione uccisi. L'ultimo attacco risale a settembre scorso, quando il leader del sindacato dei giornalisti iracheni, Muaid al-Lami, è rimasto gravemente ferito nell'esplosione di un ordigno nella sede del sindacato a Baghdad. A febbraio 2008 Shihab al-Tamimi, l'allora capo del sindacato della stampa, è morto per le ferite riportate in seguito ai colpi d'arma da fuoco che lo hanno colpito a Baghdad.
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