Per capire il valore attualizzato delle riserve irachene di idrocarburi occorre inquadrare questo capitale nel mutato scenario che oggi caratterizza il mercato energetico globale. Per gli Stati Uniti e per le compagnie multinazionali anglosassoni esse rappresentano ormai una posta di importanza vitale per la sopravvivenza del vecchio modello sulla cui logica hanno costruito le loro riserve di caccia. Un modello che oggi appare avviato ad una crisi senza precedenti. Il vecchio ordinamento di mercato basato sul dominio delle “majors” che hanno in parte cogestito anche le crisi dei grandi shock petroliferi per aumentare i loro profitti appare profondamente mutato: l’impatto che ne deriva sul sistema energetico degli Stati Uniti, da esse fisiologicamente dipendente, è quello di una grave crisi di approvvigionamenti che viene avvertita e ideologizzata come “crisi della sicurezza nazionale”.Il nuovo scenario globale vede infatti con l’impennata dei prezzi energetici degli ultimi anni, parallelamente all’arricchimento scandaloso delle compagnie internazionali (International Oil Companies IOCs) sedute sulla loro rendita petrolifera , l’imporsi crescente delle compagnie nazionali (NOCs) dei più importanti paesi non Ocse sia produttori che consumatori. Sono emerse le “nuove sette sorelle” come le ha definite recentemente una classifica elaborata dal Financial Time e sono loro oggi le protagoniste delle dinamiche energetiche di maggior rilievo. Negli ultimi due anni la percezione comune che le risorse di idrocarburi vanno esaurendosi e che occorre predisporre la lunga transizione necessaria a costruire modelli meno effimeri di sviluppo, ha spinto le compagnie nazionali dei paesi emergenti a collaborare sempre più tra di loro: per i grandi produttori (l’Aramco saudita in testa) non si tratta più di assicurarsi il massimo profitto nell’immediato così facendo il gioco delle 7 sorelle anglosassoni (divenute poi 5, ExxonMobil, ConocoPhillips, Chevron, Royal Dutch Shell e Bp, dopo le fusioni attuate) verso un rapido ed incontrollato esaurimento delle riserve. OsservatorioIraq
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