L'anno scorso ne era stata annunciata la morte, smentita clamorosamente. Oggi è la volta della smentita della cattura del leader di al Qaeda in Iraq, Abu Hamza al-Muhajir, data ieri dalla televisione 'Al-Arabiya' che parlava di un'operazione congiunta militari iracheni e americani nella provincia settentrionale di Nineveh. A negare l'arresto è proprio il comando statunitense. Muhajir, sul cui capo pende una taglia di cinque milioni di dollari e la cui vera identità secondo gli americani è Abu Ayyub al-Masri, è il successore di Abu Musab al-Zarqawi ucciso il 7 giugno del 2006 a Baquba in un raid Usa. Il maggiore Peggy Kageleiry, la portavoce militare, ha spiegato che la persona catturata non è Muhajir. "Non è stato catturato Abu Hamza al-Muhajir. Si tratta di qualcuno con lo stesso nome, ma che niente ha a che fare con lui. Proprio non è lui", ha detto l'ufficiale all'agenzia France Presse. A maggio dell'anno scorso il ministero dell'Interno iracheno aveva annunciato la sua morte ma, con grande imbarazzo di Bagdad, al-Masri diffuse poi una registrazione audio della durata di un'ora circa in cui celebrava il superamento di quota 4.000 delle vittime Usa e invitava i mujaheddin alla guerra santa contro le truppe americane.




















