Adesso vi aspettate che vi racconti ancora di morti agguati paure sangue. E potrei raccontarvene molti, anche oggi. Invece mi piace parlarvi di un treno. Un vecchio treno in una vecchia stazione, bellissima, nonostante le macerie.. Intanto l’atrio, luminoso, pieno di colonne. Dove “vedevo” persone e sogni, in quel deserto in penombra. Sono andato verso i binari e ho visto molti treni. Soprattutto uno, lungo, dicono di Saddam perche’ qui tutto era di Saddam Come adesso e’ tutto degli americani. Era il primo treno, dopo quattro mesi, ad arrivare dall’estero, dalla Siria. Ma non e’ questo il treno che vi voglio raccontare. Non stava sui binari ma fuori la stazione poggiato per terra, come un monumento. E’ un monumento. E’ la locomotiva del primo Orient Express, 1940, Baghdad-Londra. L’ultima volta e’ partito nel 1951. Abbas, il mio interprete, che non e’ piu’ giovane, e’ salito su quel treno, da ragazzino. Mi ha raccontato: quindici giorni di viaggio per arrivare in Europa. Sara’ perche’ sono cresciuto con Agatha Christie, ma quel vecchio treno mi ha emozionato. Forse anche perche’ me lo sono trovato davanti inaspettato, come se a Baghdad non potesse accadere ormai piu’ niente di bello.
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