Baghdad Cafè
Racconti dal nuovo Iraq
 PINO SCACCIA
Se non diremo cose che a qualcuno spiaceranno, non diremo mai la verità
La luna di Baghdad e’ diversa da tutte le altre perche’ non e’ una luna, sono due. Accanto alla solita luna ce n’e’ un’altra, di colore rosso. E’ il fuoco perenne della raffineria di Al Dhora, un po’ simbolica perche’ rappresenta forse i motivi della guerra. La seconda luna sta sempre li’, accanto alla luna vera e illumina (e angoscia) le nostri notti. Nei momenti piu’ brutti chiudo le tendine. E’ un gesto istintivo. Non so se lo faccio per nascondermi o per nascondere quello che succede fuori.
pinoscaccia@gmail.com
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domenica, novembre 25, 2007, 22:53
 Ciao Raga, è da 48 ore che trasmettiamo in diretta! un week end bruciato negli studios di FmgRadioBlog ma siamo felici anche se affaticati, affamati, disorientati per effetto delle cuffie e del fumo dei dj fumatori. Tuttavia è stata una festa bellissima e speriamo che i tanti blogger che ci hanno ascoltato ed anche quelli che non ci hanno ascoltato, domani regaleranno ai bambini di Nassiriya un sorriso a solo 2 EURO! Grazie a Renato, a Dj Abbi, a Dj Vinc, a DjTitti a Dj Valerio, a Dj Diva e a tutti gli amici blogger che mi hanno sostenuto in questa fatica. Grazie a Blgfiends che ci ha replicato! E infine grazie a Christina, Alessia e Cinzia Tedesco per i collegamenti. Ciao Bambinoni blogger e aiutiamo i bambini di nassiriya a diventare un pò bambaccioni come noi! Buona VITA APPASSIONATA! www.ibambinidinassiriya-onlus.org Alla prossima, Francesco Maria Gallo/FmgRadioBlog
sabato, maggio 26, 2007, 16:49
 Ali Abbas, 14 anni, unico sopravvissuto d' una famiglia irachena distrutta da raid nel 2003, ha perso le braccia. Dipinge con i piedi, il pennello tra le dita: «Vendo le mie cartoline e compro sedie a rotelle per l' Iraq» (bellissimo il suo disegno della Torre di Babele). Adesso vive a Londra. Incredibile: sorride sempre, nonostante tutto. 14 dicembre 2004
E’ talmente bella la Torre di Ali’ che ho deciso di farla diventare il nuovo logo di questo blog. Per non dimenticare il suo coraggio. E soprattutto la sua speranza. E’ un po’ come adottarlo. Almeno con il cuore. (O e' lui che adotta noi).
 Storia di un bambino irakeno che voleva fare il medico e si e' ritrovato senza mani. Per colpa di una bomba. Ali Abbas e’ il bambino iracheno diventato il simbolo della catastrofe umanitaria provocata dalla guerra. Il suo dramma è cominciato il 31 marzo quando un missile americano è caduto sulla sua casa: sua madre, sua sorella e i suoi cugini sono morti mentre lui - Ali Ismail Abbas, 14 anni - ha perso entrambe le braccia ed è rimasto gravemente ustionato. La sua foto, in un lettino d'ospedale con le lenzuola macchiate e un asciugamano sporco posato addosso è comparsa sui giornali e sugli schermi televisivi di tutto il mondo ed ha sollevato un'ondata di indignazione e di solidarietà. Al giornalista del "Time" che lo ha incontrato in ospedale Ali ha raccontato in lacrime la sua disperazione. "Da grande - ha detto - volevo fare il medico, ma ora come faccio? Sono senza mani e senza braccia e in queste condizioni è meglio morire, se non mi rimettono le mani mi suiciderò". Il sito dedicato ad Alì
repubblica.it
venerdì, novembre 03, 2006, 22:19
L’International Federation of Journalists ha condannato l’omicidio del giornalista iracheno Raed Qaeies, con cui sale a 152 il numero dei giornalisti uccisi in Iraq dall’inizio della guerra del 2003. Qaies, 29 anni, secondo il Sindacato Iracheno dei giornalisti, è stato ucciso sabato scorso nella zona sud della città. Lavorava per la stazione radio ‘Sawt Al Iraq’ (La Voce dell’Iraq). Si occupava inoltre delle notizie d’economia per Radio Somer, di proprietà del canale tv satellitare Somer. “L’incessante ondata di violenza che questa guerra civile non dichiarata porta con sé continua ad investire i media,” ha detto il Segretario Generale Aidan White. “Con la questione della sicurezza che ci scappa di mano, i giornalisti rischiano ogni giorno di venire uccisi da un numero svariato di gruppi. Ecco perché non è possibile fornire delle notizie certe dal punto di vista critico o investigativo. Ogni giorno è latore di notizie di episodi di cronaca appena accaduti, e non prevedibili. La situazione costituisce una terribile minaccia alla libertà di stampa e alla democrazia in Iraq.”
lunedì, maggio 29, 2006, 18:52
 Due operatori della rete tv americana Cbs sono morti e la giornalista Kimberly Dozier è rimasta gravemente ferita, in un attacco a Baghdad che ha preso di mira un'unità militare americana al cui seguito si trovava la troupe televisiva.Le vittime sono il cameraman Paul Douglas, 48 anni, e il tecnico del suono James Brolan, 42 anni, entrambi dipendenti della sede di Londra di Cbs News. Un ordigno di strada (Ied), secondo quanto ha reso noto la tv americana, ha colpito il veicolo su cui si trovavano, parte di un'unità della Quarta divisione di fanteria americana.
sabato, giugno 12, 2004, 17:31

"Ringrazio sorella Monica ke mi ha dato la possibiltà a 26 anni di poter affrontare kuesta esperienza. Mi ha dato fiducia ed è grazie a lei ke la mia vita è kambiata. In meglio. Ora vedo kose ke prima non vedevo. Valorizzo tutto molto di piu'. Vorrei tanto ripartire, partirei subito. Mi manka il kontatto kon i bambini ke non hanno kolpa di tutto kuello ke sta succedendo. Un pezzo di me è rimasto lì, vorrei ripartire immediatamente". Virginia
infermiera volontaria a Nassiryia
mercoledì, dicembre 03, 2003, 15:28
Oggi è domenica. Ancora mi ostino a tenere il conto dei giorni, ma non serve. Ogni giorno è uguale all'altro qui nel deserto. Sono al lavoro dalle sette e mezzo dopo aver finito ieri a mezzanotte. Se non farà molto freddo, alle 18 avrò da distrarmi con il torneo di beachvolley che gli americani hanno organizzato. Iraqi
Ieri per il giornale ho dovuto mettermi in contatto con la madre di un tenente dei carabinieri che si trova a Nassirya. Ho bussato alla sua porta. Non ha voluto parlare. Solo qualche parola per presentarmi, forse nemmeno il tempo di farle capire l'intenzione di raccontare la missione di suo figlio. Il tenente fortunatamente sta bene, non si trovava nei pressi dell'attentato, era a qualche km di distanza. (queste informazioni le abbiamo avute dai suoi superiori...). Mi sono stupita. Alessandra
Perche' stupirsi? I giornalisti non sempre sono amati, specie in certi momenti.
Cosa succede in Iraq? perchè attacccano continuamente e tutti quei morti ,ora anche italiani (non che "valgano" di più) ci aiuti a capire. sono molto angosciata non mi resta che pregare Streghina
Te che conosci bene quelle zone, cerca di scovare dove sono quel disgraziato di Saddam, Bin Laden e compagnia. Bisogna fargliela pagare. Oreste
Mi sopravvalutate. Cosa succede in Iraq e' abbastanza evidente, dove sono Saddam e Bin Laden lo sa solo Allah. Forse.
Caro Pino, guardo i suoi servizi del tg, consulto il suo blog. Ho imparato a stimarla come giornalista e come persona forse perché quando il mio ragazzo era in Afghanistan lei, caro Pino, con i suoi articoli e le sue parole ha avvicinato Roma a Khowst. Ieri quella tragedia in Iraq. Ho pianto tanto perché immagino cosa voglia dire aspettare la persona che sia ama per mesi e poi perderla per una guerra crudele e senza regole. Mi sento vicina a quelle famiglie e tutti loro sono nelle mia preghiere. Non si dovrebbe morire quando ci si ama. Daria
Poco tempo fa il mio ragazzo è tornato dall'Iraq dove era da giugno; superfluo dire quanto questa notizia mi abbia scosso. Non riesco a non pensare a queste vite spezzate, non riesco a non pensare al dolore di queste famiglie! Non riesco a non pensare a quanto alto era il rischio che correvano realmente questi ragazzi. Non riesco a non pensare che, se il Destino avesse voluto, il bambino che sta crescendo in me non avrebbe avuto un padre. Davvero questa vita possiede due facce opposte; una è gentile, tenera come uomo che amo, l'altra è ingiusta, impietosa, inesorabile come la morte di queste persone.Solo una cosa ancora vorrei dire; i ragazzi che sono lì sono prima di tutto singole persone che credono nella pace. Maria
IO HO PIANTO TANTO DURANTE LA NOTTE. TI SPIEGO IL PERCHE', SON MORTI QUESTI SOLDATI ITALIANI GIUSTO? LA TELEVISIONE AMERICANA NON HA SPRECATO NEMMENO UNA PAROLA, CNN UN PAIO DI MINUTI, CIAMPI E' IN WASHINGTON E QUI NESSUNO DICE NIENTE, HO UNA RABBIA E ME LA SONO ANCHE PRESA CON DANIEL CHE NON C'ENTRA NIENTE. DANIEL HA CHIAMATO LA STAZIONE TELEVISIVA CHIEDENDO COME MAI NON SI E' FATTO NESSUN CENNO AI SOLDATI ITALIANI MORTI,CONSIDERANDO CHE LA TELEVISIONE ITALIANA SEMPRE COMUNICA SE QUALCHE SOLDATO AMERICANO MUORE, E SAI COSA HANNO DETTO, CHE E' UNA NOTIZIA IRRILEVANTE, NON RIGUARDA I FATTI DICIAMO DI CASA NOSTRA!!! HO UNA RABBIA CHE NON TI DICO, CONTINUO A GUARDARE RAI INTERNATIONAL E QUELLA AMERICANA CONTEMPORANEAMENTE SPERANDO AD UN ACCENNO DA PARTE DEGLI AMERICANI, MA NIENTE PARLIAMO DI ALTRE COSE. Ecco cosa mi ha scritto una mia amica compaesana che vive in America. Lei è sposata con un americano che ha conosciuto a Sigonella (Sicilia) e che ha prestato servizio militare di carriera ed è stato anche lui in Iraq fino a pochi anni fa e che adesso siccome ha contratto una malattia grave in guerra e si tratta di un contagio chimico di natura sconosciuta e adesso e disoccupato e percepisce una misera pensione di 800$ al mese e che in America fanno quasi la fame adesso, tanto non ha più niente da dare e fra non poco sopraggiungerà per lui anche la morte. Si la morte, in quanto gli vengono delle crisi dove anche alle volte anche il cuore gli si blocca e non può svolgere nessun tipo di lavoro per le cause già spiegate. Lascio a te ed a chi altri mi leggono per trarne un giudizio. Enzo
Sono un ufficiale dell'aeronautica che ha partecipato a missioni all'estero. Voglio esprimere il rispetto piu alto per i militari deceduti ed anche per quelli sopravvissuti, inoltre voglio sottoliniare che le polemiche di questi giorni non hanno luogo di esistere in quanto una cosa sono le scelte politiche ed altra cosa sono i militari i quali esguono semplicemente il loro dovere in patria e all'estero e la stragrande maggioranza di loro, vi posso assicurare, lo fa per amore del proprio lavoro solo per questo. Inoltre voglio ricordare che noi italiani quando andiamo in missione sappiamo piu di ogni altro contingente apportare davvero solidarietà ai popoli martoriati. Quindi basta ad offendere le scelte che quei valorosi uomini hanno fatto. Meritano rispetto ed un ringraziamento in quanto il loro sacrificio ci ha fatto ricordare che siamo italiani, gente straordinaria. Quello che ha mio parere andrebbe criticato non sono le missioni all'estero che ci fanno onore, ma le questioni interne ed il nostro buonismo nei confronti di certa gente che sul nostro territorio si permette di affermare frasi fuori luogo e fortemente contrastanti con le nostre tradizioni. Integrazione si, ma anche rispetto per la nostra storia e per le nostre origini, in quanto non dobbiamo dimenticare che l'Italia è nata con il sacrificio dei nostri nonni e della gente che l'ha resa grande lavorando, sacrificandosi ed apportando bene in ogni parte.Siamo fieri di essere italiani, e adoperiamoci affinche questo nome, anche in rispetto di chi come i carabinieri hanno dato la vita, possa splendere sempre.Francesco.
ho spento la tv, mi spiace ma non ho ho voglia di sentire chiacchiere, vedere le espressioni di circostanza..... preferisco stare qui dove ci sono cuori sinceri......Patrizia
Bieca e vile espressione dell’aberrazione umana, il terrorismo continua a manifestarsi, dopo l’atto sanguinis, in molteplici aspetti, e seguita a produrre e riprodurre i propri effetti per lungo tempo. Come un proiettile che, apertosi, sparge la propria polvere da sparo, così il terrorismo si spinge lontano, trascinato da venti e da correnti, ora favorevoli e ora contrarie. E allora Biagi e d’Antona, con le loro vite spezzate sulla strada di una involuzione che solo qualche idiota si cimenta nel chiamare rivoluzione; Biagi e d’Antona (per restare alla storia recentissima), sottratti alle loro famiglie per non si sa quale debito contratto con fantomatici e abietti salvatori del proletariato, non sono le uniche vittime della tragedia di menti allo sbaraglio. Ci pensavo stamattina, quando vagavo per agenzie di lavoro interinale alla ricerca di non so quale ultima briciola di quale contratto residuale. Ci pensavo stamattina, con la rabbia e lo sgomento di chi ha dentro di sé l’impotenza e l’angoscia di un orizzonte sempre più lontano. Dentro di me producevo ed elaboravo, sulla scia di vissuti incrociati sul mio cammino, tesi ed antitesi contro quella che tutti conosciamo come Legge Biagi. E ricordavo, nel frattempo, di quando mi fu dato dell’amico dei terroristi per il solo fatto di aver verbalmente protestato contro una legge che ritengo dannosa e incivile. Ecco, signori terroristi,io metto sul vostro conto questo ennesimo capo d’accusa: con le vostre pistole ci avete tolto anche il diritto alla vita, politica e sociale. Voi che pronunciate la politica, nei vostri documenti, e non vi accorgete di come quel vestito vi stia male addosso, come un incendio della macchia mediterranea. Ivano LaVocedelSud
domenica, ottobre 26, 2003, 22:06
Oggi hanno portato l'attacco al cuore del sistema...no non è uno slogan anni 70. Questa mattina, camuffando un lanciarazzi tipo Katiuscia, dentro un generatore carrellato, hanno bombardato l'Hotel Rashid... Il cuore del sistema di Comando della Coalizione è stato massicciamente colpito, nonostante sia la centro di un isola fortificata e irraggiungibile in Baghdad, che obbliga tutti quanti devono spostarsi da un capo all'altro della città a giri bestiali. Ma non solo: forse tra i feriti c'è una archeologa italiana (che temo sia una ragazza che ho conosciuto) e il Tg3 ha chiuso con una notizia: pare che una grossa esplosione sia stata avvertita dal Centro Congressi, a due passi dal Rashid...allora se la fonte è vera, la guerra a Baghdad è ripresa in pieno. Alberto (Magritte60)
Non ci sono dubbi. Anzi, la guerra non e’ mai finita. Confermato il ferimento di un’archeologa italiana. Le agenzie evitano il nome. E’ una mia amica, si chiama Maria Teresa. Ricordo che ad ogni esplosione a Baghdad era (giustamente) preoccupatissima. Lei e’ una studiosa, sta li’ per recuperare i tesori d’arte irakeni, non e’ certo abituata alle guerre. Per fortuna, ha avuto solo graffi. Ho la sua email. Le ho appena scritto per avere notizie dirette.
martedì, settembre 02, 2003, 14:25
La religione resta uno dei fattori principali di aggregazione e di partecipazione alla vita sociale di qualsiasi nazione. Quando questo principio,questa partecipazione morale viene imposta viene meno il principio di uguaglianza verso dio.L'estremismo non fa altro che imporre il principio della non democrazia,il principio della violenza,il principio del non rispetto della persona. La lotta a livello mondiale deve essere continua e presente nel condannare e isolare tutto cio' che altera il principio del diritto alla vita.La vita e sacra religione o non religione. Sono vicino al popolo dell'Iraq per la morte di questa figura simbolo e auguro ''di cuore'' un futuro felice. Viva la pace e la felicita' tra tutti noi. Beppe
domenica, agosto 31, 2003, 00:56
Leggo. Leggo tutte le notizie sull'Iraq. Leggo le vostre mail. E i commenti, densi di analisi, anche intelligenti. Insomma, esisto.Ma ancora sono frastornato, ho bisogno di riprendermi per coniugare esattamente i pensieri. Stasera vicino casa mia, sul mare, c'erano i fuochi d'artificio. Al primo botto, quello d'avvio, ho fatto un salto. Mi sembrava di stare ancora a Baghdad. Non mi era mai successo.
sabato, agosto 30, 2003, 11:24
Ancora sono frastornato dal ritorno e dalla stanchezza. Ma so che almeno vi devo un cenno. Eccomi qua, sano e salvo, mentre seguo l'evolversi della strage di Najaf, segno che l'Iraq lo si puo' abbandonare fisicamente ma non con la testa. Lì si sta scrivendo la storia prossima ventura e in qualche maniera ho il rimpianto di non raccontarvi da li'. Insomma, un attimo di pazienza e ne riparliamo. Di Baghdad e di altro, come sempre.
giovedì, agosto 28, 2003, 17:02
Ho seguito il tuo servizio in tv circa l'attacco subito dai cosiddetti ladroni che hanno sparato prima alle gomme della vs auto, poi ad altezza d'uomo. maggiori dettagli li ho avuti dai giornali. Ma non vi è stata assegnata una scorta armata ? l'azione subita non potrebbe essere un avvertimento messo in atto da qualche fazione in campo per servizi giornalistici poco graditi ? ritenevo che dopo la caduta di Saddam la situazione in Iraq potesse essere ricondotta lentamente all'ordinaria amministrazione, invece mi sto rendendo conto che ancora c'è molto da fare per raggiungere una parvenza minima di vivere civile. Giancarlo
Sono entrato nel tuo sito tramite *splinder* in quanto proprio l'altro ieri sono andato a farmi anch'io la mia pagina *blog*. Che dire? Innanzitutto i miei migliori auguri per la tua permanenza in Iraq, e poi vorrei dire tante di quelle cose per quanto riguarda questa schifosa guerra che tanto hanno voluto gli americani, che temo di andare sopra le righe. Spero soltanto che tutto finisca piu' presto possibile anche se penso che cio' durerà per molti anni. Sono addolorato nel vedere le persone comuni patire per questa ennesima violenza che noi occidentali abbiamo in quel paese portato. Sono addolorato per le vittime della guerra, sia per gli iraqueni che per i gli americani ed inglesi. Ma il popolo irakueno questa guerra non l'ha voluta, difendono solo il loro territorio e l'occupazione americana, si dico solo americana in quanto solo loro l'hanno fortemente voluta. Ma che lasciassero perdere anzitempo e recuperare il salvabile e farla finita una volta per tutte, con questa arroganza e spavalderia che vanno seminare morte in tutto il mondo. Vincenzo
I MORTI SONO SEMPRE TROPPI E SEMPRE INUTILI. Streghina
Siamo praticamente tornati in patria contemporaneamente. Io faccio fatica a tornare ai ritmi occidentali, tutto qui è scontato.. mi sembra strano poter fare la doccia e dormire su 1 materasso. Mi manca tutto della Thailandia..Barbara
giovedì, agosto 28, 2003, 16:32
Al Tg2 qualche giorno fa hanno presentato un "esperto di questioni internazionali" (ora, io non ci capisco nulla di calcio, di semiotica e non faccio parte del circolo degli accademici di italianistica... Ma sulle questioni internazionali ho un'informazione un po' superiore alla media, leggo regolarmente le riviste, vado ai convegni, seguo le pubblicazioni, ecco quel signore mi risultava un assoluto sconosciuto) che e’ riuscito a contraddirsi due volte in pochi secondi: prima ha detto: "Il vero problema in Iraq e’ che non pare esistere un'unica regia dietro gli attacchi alle forze anglo-americane...", l'intervistatore pochi secondi dopo gli chiede: "E se ci fosse una sola regia?" e tu t'aspetti che il tipo dica "Beh, allora si potrebbe...". No, con aria olimpica di megaesperto e usando un linguaggio che lo porterebbe alla bocciatura al primo esame di Relazioni Internazionali: "Allora sarebbe un fatto gravissimo che...". Ovviamente nessuna spiegazione del perche’. Ho notato (almeno le eccezioni sottolineamole) che tu Pino non usi quasi mai il termine "terrorista" nei confronti della resistenza irachena. Cosa che invece fanno i tuoi colleghi. Un inviato Rai di cui non ricordo il nome ha addirittura detto piu’ di una volta che le tattiche irachene sono "terroristiche" (imboscate, agguati, ecc.) quando ovviamente si tratta di "guerriglia". Alberto Stracuzzi
giovedì, agosto 28, 2003, 10:07
Ok Pino, leggo che tu, Norberto e gli amici, rientrate. Fine turno anche per voi e credo che in questo turno ne avete passate abbastanza. Ho lasciato il Borgo, l'ospedale attendato qualche giorno prima di voi, ma la mia mente bagola ancora per i vicoli del Borgo, microcosmo di sofferenza, in un macrocosmo che non ho ancora capito (e forse non capirò mai) se sarà capace di metabolizzere il suo conflitto, se esploderà come esplose Beirut, o se invece sarà capace di sopravvivere a se stessa, agli americani, a noi occidentali ecc. Comunque sia ci si rincontrerà ancora,...ai piedi di una montagna che frana, ..davanti ai resti di un aereo,...o a cercarfe di capire perchè solo una fottuta scuola piena e crollata alla prima scossa della terra. Ci rincontreremo Pino, magari a baruffare con Moscardini o a chiaccherare in una mensa che ricorda più un bagno turco che non un luogo di ristoro. Comunque ci rincontreremo, perchè questo e il nostro lavoro, noi a rabberciare autisti, scavare macerie, dare una tenda e un pasto a chi a perso tutto e tu, anzi voi tutti a raccontare, ciò che accade. Non smettete mai di raccontare,...anche quando le cose no succedono, se c'è una speranza che meno cose accadano e solo che la gente si renda conto, che se forse le cose non sono evitabili, i danni si, quelli si si possono ridurre. Alla prossima Pino.
Alberto (ora) da Milano - Croce Rossa Italiana
Un giorno scrivero' molto di questi eroi. Alberto lo chiama il Borgo, con affetto, quasi con dolcezza, dando a quel posto infernale un nome quasi civettuolo. Era (e') in realta' uno spiazzale di cemento infuocato, al centro della zona piu' critica di Baghad, dove ogni notte piovono decine di pallottole in ricaduta. E dove la fila del dolore e' interminabile. Quel posto, "italian red cross", e' diventato il posto dell'ultima speranza. Bambini bruciati, donne in fin di vita, uomini crivellati. E per tutti l'estremo tentativo di salvezza, anche quando le speranze erano pochissime. Mesi chiusi la' dentro. Terribile. Molto peggio di noi. Tutti volontari. Gente speciale, molto speciale.
lunedì, agosto 25, 2003, 09:02
Ti conosco per qualche servizio visto su questa e altre guerre, come del resto tante altre persone. Non so come mi sono imbattuto su questa cronaca quotidiana "alternativa" che seguo su internet ormai ogni giorno e che apprezzo perchè fuori dall'ufficialità del linguaggio televisivo. E' incredibile come questa guerra lontana ( ma lo sarà poi così lontana?) stavolta mi abbia preso così tanto.... Non lo so! Ho deciso di accettare la proposta della croce rossa italiana di raggiungere la missione militare italiana a Nassyrja per continuare a fare il mio lavoro di medico li, in un posto scomodo. E' la mia prima missione all'estero importante, fino ad ora le guerre erano passate da li ma al mio arrivo ve ne erano solo le conseguenze sulla popolazione. Stavolta è diverso! Speriamo bene... Di mio ci metto tutto quello che so fare da 5 anni a questa parte e la buona volontà, per il resto..... sono in buone mani! Sono sicuro che ci vedremo li per una stretta di mano. Stelio
Ce ne fossero ancora di persone cosi’.
domenica, agosto 24, 2003, 19:58
Cosa si nasconde dietro la nuova, feroce ondata di terrorismo? Damanda di stringente attualita' alla quale risponde "Vinta la guerra, persa la pace", lo Speciale del TG1 in onda stasera, , alle 22.50 su Raiuno. Collegamenti con Pino Scaccia da Baghdad, Claudio Pagliara da Gerusalemme, Monica Maggioni da New York e Marco Varvello da Londra.
sabato, agosto 23, 2003, 19:46
A quasi due anni dalla strage di New York e la distruzione delle Torri Gemelle, il difficile pecorso che dovrebbe portare alla pace si e' di nuovo interrotto con l'attentato contro la sede delle Nazioni Unite a Baghdad, il massacro sull' autobus a Gerusalemme e la rappresaglia israeliana a Gaza. Cosa si nasconde dietro la nuova, feroce ondata di terrorismo? Damanda di stringente attualita' alla quale risponde "Vinta la guerra, persa la pace", lo Speciale del TG1 in onda domani, domenica, alle 22.50 su Raiuno. Collegamenti con Pino Scaccia da Baghdad, Claudio Pagliara da Gerusalemme, Monica Maggioni in diretta da New York e Marco Varvello da Londra. Sempre su Raiuno, lunedi’ sera a partire dalle 23.10, andra' in onda l'ultima intervista a Sergio Vieira de Mello, rilasciata poche ore prima dell'attentato in cui ha perso la vita. Anche in questo ci sara’ un intervento di Pino Scaccia da Baghdad.
giovedì, agosto 21, 2003, 23:32
Ancora non si sono spente le sirene di Baghdad e Gerusalemme e già qualche anima candida dice "L'avevo detto io che non era finita!". Certo che non è finita, come è certo che la ormai famosa "road map" è ferma, che l'Iraq è diventato una trappola irreversibile, che i falchi dell'amministrazione Bush non si sono fermati. Qualche altra anima candida dice "Ma come? Non c'erano i marines a proteggere la sede dell'ONU a Baghdad?" e, ohibò, un'altra anima (un po' meno candida) replica "Non sarà che l'attentato all'ONU serviva a Bush per ottenere una nuova risoluzione del Consiglio di Sicurezza e coinvolgere pesantemente l'intera Organizzazione nel trappolone mediorientale?".(nb: La CIA è maestra di attentati attribuiti a misteriose organizzazioni terroristiche). Solo pochi giorni fa si parlava della Liberia e delle migliaia di morti che non potevano neanche essere seppelliti. Solo pochi giorni fa l'attenzione del mondo era concentrata sul black out di New York. Solo pochi giorni fa un altro reporter veniva assassinato dai marines di George W Bush. Difficile non pensare che i "morti ONU" pesano più dei "negri liberiani", difficile non ricordare MEDIOEVO PROSSIMO VENTURO, un libro profetico scritto dal Prof. Robero Vacca(di professione ingegnere, non santone), difficile non chiedersi cosa rischia Pino Scaccia girando per le strade di Baghdad con il suo operatore. Dietrologìa? Complottologìa? Facile speculazione? Deliri di fine agosto? Fate voi ma, per favore, non spegnete la vostra coscienza critica. Marco Stefano Vitiello
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